Propaganda in Unione Sovietica: differenze tra le versioni

m
(Aggiungi 1 libro per la Wikipedia:Verificabilità (20220310)) #IABot (v2.0.8.6) (GreenC bot)
Ogni forma di espressione artistica, dalla letteratura all'arte visuale fino a quella performativa, era quasi sempre al servizio della macchina propagandistica.<ref>{{Cita|Pipes|p. 282}}.</ref> Inoltre, doveva mostrare soltanto un significato chiaro e ambiguo.<ref>{{Cita|Overy|p.368}}.</ref> Molto tempo prima che Stalin imponesse una restrizione completa, stava nascendo una burocrazia culturale che riguardava la più alta forma di arte come propaganda per la quale veniva modellata.<ref>{{Cita|Overy|p.283}}.</ref> Le attività culturali venivano limitate dalla censura ed erano un monopolio delle istituzioni culturali.<ref name="P292">{{Cita|Pipes|p. 292}}.</ref>
 
L'immaginario si basava frequentemente sul [[realismo eroico]].<ref name="design">{{Cita web|url=http://www.eyemagazine.com/feature.php?id=62&fid=270|titolo=Designing heroes|autore=Steven Heller|sito=www.eyemagazine.com|data=2002|lingua=en}}</ref> Il padiglione sovietico per l'[[Expo 1937|Esposizione Universale di Parigi del 1937]] era sormontato dalla scultura monumentale di [[Vera Ignat'evna Muchina|Vera Muchina]] nota come ''[[L'operaio e la kolchoziana]]'', con enfasi all'eroismo.<ref>{{Cita|Overy|p. 260}}.</ref> Ciò rifletteva un richiamo all'arte eroica e romantica per una maggior enfasi all'ideale piuttosto che al reale.<ref>{{Cita|Overy|pp. 355-356}}.</ref> Nell'arte veniva raffigurata la salute e la felicità, nei dipinti venivano rappresentate scene agricole e industriali mentre le sculture ritraevano operai, sentinelle e scolaretti.<ref>{{Cita|Overy|p. 350}}.</ref>
 
=== Giornali ===
3 379 460

contributi