Differenze tra le versioni di "Il volto della battaglia"

 
Indipendentemente dal fatto che i caduti in questa operazione dovrebbero in realtà essere stati un numero piuttosto limitato (per una serie di ragioni che Keegan individua con spietato realismo, facendo anche riferimento a massacri occorsi in età contemporanea) è interessante soprattutto l'esame che lo scrittore conduce sulle motivazioni del rifiuto opposto dagli "uomini d'arme" suoi antenati.
 
* '''Scrupoli religiosi''': indubbiamente l'azione di uccidere un "cristiano" disarmato doveva apparire ripugnante, ma la morale del tempo considerava comunque la guerra come una sorta di "zona franca".
* '''Scrupoli morali in genere''': non vi è dubbio che il massacro contraddicesse le regole cavalleresche, cui certamente aderivano, sinceramente, gli uomini d'arme riluttanti:
* '''Motivazioni venali''': il prigioniero che si arrendeva diventava, all'epoca, una sorta di "proprietà privata" del ''singolo avversario'' cui si era arreso, il quale (oltre a depredare lo sconfitto) richiedeva un riscatto per concedere la libertà al vinto. Va rilevato che pure le cronache dell'epoca riferirono che i francesi più nobili vennero espressamente esentati dalla strage, ed anzi cenarono con il re inglese la sera stessa.
 
== Note ==