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Angelo Baldovino, uomo di poco conto, dalla moralità accomodante, un fallito, accetta per guadagnodenaro di sposare Agata, l'amante incinta del marchese Fabio Colli che non può sposarla perchè già ammogliato. Naturalmente si tratterà di un matrimonio di facciata: ognuno continuerà tranquillamente a farsi i fatti propri.
 
Ma le cose non vanno come previsto. Angelo che per la prima volta si sente investito da una grave responsabilità prende tutto molto sul serio. Aiuterà la ragazza lasciata sola, darà il suo nome al nascituro e sarà utile anche allo stesso marchese Fabio vittima di una moglie che lo tradisce. Angelo si sente investito di una missione che lo riabiliterà di fronte agli altri e ai suoi stessi occhi:
 
Sarà la stessa Agata a pregare Angelo di restare accanto a lei ormai conquistata dalla sua onestà
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==Commento==
Come già in ''[[Pensaci Giacomino]]'' e in ''[[Ma non è una cosa seria]]'' Pirandello usa l'espediente di un falso matrimonio su cio si confrontano personaggi costretti a togliersi la ''maschera'' dietro la quale hanno ingannato se stessi e gli altri. Si rivela così il vero volto della varia umanità dei personaggi. Chi finora era apparso agli occhi degli altri un disonesto a cui affidare un'azione infame si rivela invece una persona rispettabile e chi agli occhi dei buoni borghesi godeva di alta considerazione, un marchese di alto lignaggio, si manifesta per quello che é un uomo infido e mediocre nelle azioni e nei sentimenti.
 
La sottesa critica alla borghesia benpensante valse alla commedia il giudizio positivo di [[Antonio Gramsci]] che avendo assistito alla "prima" scriveva:
«''C'è nelle sua commedie uno sforzo di pensiero astratto cge tende a concretarsi sempre in rappresentazione, e quando riesce, dà frutti insoliti nel teatro italiano di una plasticità e d'una evidenza fantastica mirabile. Così avviene nei tre atti del "Piacere dell'onestà"''» <ref>in ''Avanti'' edizione torinese del 2 novembre 1917.</ref>
 
==Note==
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==Bibliografia==
 
 
 
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