Differenze tra le versioni di "Conversione della Maddalena"

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Il viso, incorniciato dai boccoli un po’ disordinati dei capelli, appare più mesto che affranto, e lo sguardo sembra ancora esitare prima di rivolgersi verso l’alto. <br>
 
La impaginazione del quadro, con la figura che esce dal buio dello sfondo di una stanza, è decisamente caravaggesca. Ma se [[Caravaggio (pittore)|Caravaggio]], con la sua Maddalena conservata nella [[Galleria Doria-Pamphili di Roma|Galleria Doria-Pamphili]], aveva messo in scena una prostituta, col viso abbassato, le mani in grembo, assisa su una sedia modesta ed i gioielli abbandonati sul nudo pavimento, il verismo di Artemisia non arriva qui a tanto. <br>
A conferire un’aria aristocratica alla figura contribuisce anche la poltrona finemente lavorata sulla quale la santa sta assisa.
Proprio su un lato dello schienale la pittrice ha posto la sua firma, "ARTIMISIA LOMI". <br>
La tela appartiene – secondo l’opinione pressoché concorde dei critici – al periodo fiorentino ed è verisimile che l’aspetto elegante ed aristocratico della santa risenta dei gusti artistici di una Firenze che, in quegli anni, apprezzava particolarmente i modi pittorici di [[Cristofano Allori]].
 
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