Differenze tra le versioni di "Battaglia di Tunisi"

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attribuzione
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==Situazione==
Con la [[battaglia di Adys]] i Romani avevano sferrato un colpo decisivo alla resistenza di Cartagine. Il [[console romano]] [[Marco Atilio Regolo]], secondo gli ordini di Roma, era rimasto in [[Africa]] per portare avanti la campagna di invasione. Il collega [[Lucio Manlio Vulsone Longo]] era rientrato in patria e vi aveva celebrato il [[trionfo]] per la vittoria al largo di [[battaglia di Capo Ecnomo|Capo Ecnomo]]. Per di più stava per scadere il mandato annuale concesso ai consoli e Regolo - che era ''consul suffectus'' - supplente - per la morte in carica di [[Quinto Cedicio]] - sarebbe stato sostituito da un nuovo collega e costretto a rientrare a Roma senza aver concluso la guerra o senza una vittoria clamorosa e quindi senza il diritto al trionfo. La soluzione per Regolo era concludere la pace approfittando della debolezza di Cartagine. Il senato cartaginese non era contrario e mandò i suoi ambasciatori. Le condizioni che Regolo poneva, però erano talmente dure che non solo gli ambasciatori non accettarono ma non vollero quasi stare ad ascoltare. Ma riportarono le condizioni al loro Senato.
{{quote|Il Senato dei Cartaginesi, dopo aver ascoltato le proposte del console romano, benché avesse quasi perduto le speranze di salvezza, si comportò con tanta fermezza e nobiltà d'animo da scegliere di sopportare tutto e tentare ogni mezzo e ogni opportunità, pur di non accettare nulla di ignobile e di indegno del proprio passato. |[[Polibio]], ''Storie'', I, 31, BUR. Milano, 2001. Tradtrad.: DM. MustiMari.}}
Abbastanza inusuale che un generale (e politico), pur sapendo di avere la necessità "politica" di chiudere la guerra, non abbia cercato di raggiungere un accordo. Regolo era il classico "uomo tutto d'un pezzo" (come dimostrerà qualche anno dopo) ma anche, forse le richieste che giungevano dal Roma lasciavano al console poco spazio per la trattativa.. [[De Sanctis]] sottolinea che Roma voleva il totale controllo della Sicilia; Cartagine voleva mantenere alcune basi come [[Lilibeo]] e [[Palermo]]. A queste condizioni la pace poteva essere solo stipulata a seguito di una vittoria definitiva.
 
==Fonti==
 
Polibio, ''Storie'', Bur, Milano, 2001, trad.: DM. MustiMari. ISBN 8817127035.
 
==Bibliografia==