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Questa situazione politica condizionava la struttura giuridica della zona in quanto ogni [[Stato]] era indipendente rispetto agli altri, come dimostra la presenza, nel corso della fine del [[XVIII secolo]], di codificazioni completamente diverse da Stato a Stato.
 
A fungere da elemento unificatore era l’azionel'azione della [[scientia jurisiuris]], ovvero deglidei docenti che interpretavano, adeguandolo ai tempi, il Corpus giustinianeo, che aveva trovato sanzione ufficiale nella nomina della maggioranza dei giudici della [[Camera imperiale]], il supremo tribunale del Sacro Romano Impero Germanico, di membri della scienza del diritto.
 
La giurisprudenza dei dotti in realtà non aveva mai perso questo ruolo unificante nel mondo germanico,: infatti, anche durante il periodo napoleonico, dove in diversi territori fu applicato il [[Codice napoleonico]] (Code Napoléon), essa interpretò la disciplina codicistica in base alla tradizione giuridica pregressa.
 
 
===Il caso renano===
 
Esempio tipico di quanto ora scritto è il caso renanodella Renania, dove non si perse mai di vista la comparazione del Code con il [[diritto romano]] e con il diritto locale, benché la regione facesse parte integrante dell’Imperodell'Impero dei francesi.
 
Ovviamente, la continuità col passato non significa in alcun modo che il giurista non tributava al Code l’omaggiol'omaggio che esso meritava sul piano della semplificazione e razionalizzazione, molto più che su quello dell’innovazionedell'innovazione del diritto. Ciò che va fatto notare è, però, quanto fu evidenziato dal decano della scuola giuridica di [[Coblenza]], [[Franz von Lassaulx]], l’insegnamentol'insegnamento e l’applicazionel'applicazione pratica del Code.
 
L’accoglienzaL'accoglienza, dunque, non fu negativa, ma nel segno della continuità della legislazione civilistica precedente, e non poteva essere altrimenti, vista la forte e solida tradizione del diritto comune che, in particolare in [[Germania]], datatadatava dai tempi della ricezione nel Sacro Romano Impero nel [[1495]].
 
La corte d’appellod'appello di [[Treviri]] fu il punto nodale di questa strategia a difesa del diritto dottrinale, come ben ricorda uno dei suoi principali esponenti, [[Johann Birnbaum]]. Secondo il qualecostui «risuscitare la ''tradizione'' era irrimediabilmente impossibile solo in casi di incompatibilità espressa, divieto specifico o contraddizione con il Code Civil. In tutti gli altri casi, le porte erano aperte, e il giurista poteva continuare ad operare, ancora una volta, in una quotidianità fatta di molteplici fonti di diritto, tra le quali cercherà di ottenere una ''concordantia'', ma senza escluderne nessuna». Così nei dispositivi di numerosissime sentenza della Courcorte d’Appeld'appello di Treviri, come in altre importanti corti dell’imperodell'impero, troviamo diversi riferimenti allo [[ius comune]], abbinate ad articoli del codice civile, ma si può affermare che non fu una disapplicazione del medesimo, quanto piuttosto una sua applicazione nello spirito del lavoro secolare del giurista.
 
==Gli sviluppi di fine Ottocento==
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