Differenze tra le versioni di "Via Etnea"

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L'evento tellurico rase pressoché al suolo la città di Catania e sotto le macerie perirono circa i due terzi dei suoi abitanti.
Il Duca di Camastra, inviato dal vicerè con il mandato di sovraintendere alla ricostruzione della città, decise di tracciare le nuove strade secondo delle direttrici ortogonali e partì proprio dal [[Cattedrale di Sant'Agata|Duomo]] che era uno dei pochi edifici non completamente distrutti.
Venne così creata una strada che dal Duomo si dirigeva verso l'Etna e una strada che la incrociava con direttrice est-ovest. Nacque così quella che oggi è la via Etnea. La strada venne chiamata via duca di Uzeda, in onore del vicerè del tempo. Nel corso dei secoli il suo nome venne poi mutato in via Stesicorea ed infine nell'attuale di via Etnea visto che la strada si dirige verso l'Etna. La strada era allora lunga circa settecento metri e terminava nell'attuale piazza Stesicoro allora chiamata Porta di Aci. QuìQui esisteva una delle porte della città di Catania. La strada perpendicolare, attualmente via Vittorio Emanuele, venne invece chiamata via Lanza e successivamente Corso per poi cambiare il suo nome nell'attuale durante il [[XIX secolo]].
[[Immagine:Catane Badia Di Sant Agata.jpg|thumb|left|300px|La Basilica della Collegiata con la facciata di ([[Stefano Ittar]])]]
I palazzi che vennero costruiti lungo le due strade furono edificati nello stile del [[barocco siciliano]] dagli architetti [[Giovan Battista Vaccarini]] e [[Francesco Battaglia]]. Lungo la via Etnea vennero edificate ben sette chiese che partendo dalla Cattedrale sita in piazza Duomo proseguivano con la [[Basilica della Collegiata]], la [[chiesa dei Minoriti]], la [[chiesa di San Biagio (Catania)|chiesa di San Biagio]], la [[chiesa del SS. Sacramento]], la [[chiesa di Sant'Agata al Borgo]] e la [[chiesa della Badiella]]. Lungo il suo percorso vennero costruiti molti palazzi della nobiltà catanese ed edifici pubblici. Partendo dalla piazza Duomo si incontra il [[Palazzo degli Elefanti]], sede del municipio e quindi in [[piazza Università (Catania)|Palazzo dell'Università]] il [[palazzo dell'Università]] ed il [[Palazzo Sangiuliano|Palazzo San Giuliano]]. Proseguendo si incontrano il [[Palazzo Gioieni]] ed il [[Palazzo San Demetrio]] ai [[Quattro Canti (Catania)|Quattro Canti]]. A [[piazza Stesicoro]] si trovano il [[Palazzo del Toscano]] ed il [[Palazzo Tezzano]]. Proseguendo si trova il [[Palazzo delle Poste (Catania)|Palazzo delle Poste]] e l'ingresso principale della [[Giardino Bellini|Villa Bellini]]. Nel corso del [[XX secolo]] la strada si sviluppò oltre l'incrocio con i viali e proseguì fino a [[Piazza Cavour (Catania)|piazza Cavour]], il Borgo per i catanesi, dove si trova la fontana della dea [[Cerere]] in marmo bianco, conosciuta dai vecchi catanesi come 'a tapallara (Dea Pallade), e quindi al [[Tondo Gioieni]], dove negli [[anni cinquanta]] del [[XX secolo]], venne costruita l'allora circonvallazione di Catania.
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