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(Nuova pagina: '''Pietro Sette''' (Bari, 10 aprile 1915-Altamura, 1 dicembre 1984) fu dirigente d’azienda, con una particolare presenza nelle [[Partecipazioni st...)
 
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'''Pietro Sette''' ([[Bari]], 10 aprile [[1915]]-[[Altamura]], 1 dicembre [[1984]]) fu dirigente d’azienda, con una particolare presenza nelle [[Partecipazioni statali]], essendo stato presidente dell’[[EFIM]] dal [[1962]] al [[1975]], dell’[[ENI]] dal [[1975]] al [[1979]] e dell’[[IRI]] dal [[1979]] al [[1982]].
 
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In gioventù [[terzino]] del [[A.S. Bari|Bari]], si laureò in [[Giurisprudenza]], specializzandosi in [[diritto commerciale]], con particolare attenzione al diritto societario. Politicamente vicino alla [[Democrazia Cristiana]], fu amico personale di [[Aldo Moro]]. Fino al [[1950]] si dedicò alla carriera universitaria, interessandosi nel dopoguerra ai problemi di riconversione dell’industria bellica. Nel 1950 fu nominato commissario della [[Società italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche|Breda]], dove intervenne decidendo la chiusura della sezione aeronautica e traghettando l’azienda al nuovo ente statale EFIM. Fu presidente della [[Società Mineraria Carbonifera Sarda|Carbosarda]], altra azienda che entrò a far parte dell’EFIM, alla cui presidenza Sette fu nominato nel [[1962]] e dove rimase fino al [[1975]]. Dal [[1959]] al [[1974]] fu membro del [[Consiglio di Amministrazione]] dell’[[ENI]], dove si adoperò nelle trattative per gli accordi commerciali conclusi con l’[[Iran]].
'''Pietro Sette''' ([[Bari]], [[10 aprile]] [[1915]]-[[Altamura]], [[1 dicembre]] [[1984]]) fu dirigente d’azienda, con una particolare presenza nelle [[Partecipazioni statali]], essendo stato presidente dell’[[EFIM]] dal [[1962]] al [[1975]], dell’[[ENI]] dal [[1975]] al [[1979]] e dell’[[IRI]] dal [[1979]] al [[1982]].
 
In gioventù [[terzino]] del [[A.S. Bari|Bari]], si laureò in [[Giurisprudenza]], specializzandosi in [[diritto commerciale]], con particolare attenzione al diritto societario. Politicamente vicino alla [[Democrazia Cristiana]], fu amico personale di [[Aldo Moro]]. Fino al [[1950]] si dedicò alla carriera universitaria, interessandosi nel dopoguerra ai problemi di riconversione dell’industria bellica. Nel 1950 fu nominato commissario della [[Società italianaItaliana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche|Breda]], dove intervenne decidendo la chiusura della sezione aeronautica e traghettando l’azienda al nuovo ente statale EFIM. Fu presidente della [[Società Mineraria Carbonifera Sarda|Carbosarda]], altra azienda che entrò a far parte dell’EFIM, alla cui presidenza Sette fu nominato nel [[1962]] e dove rimase fino al [[1975]]. Dal [[1959]] al [[1974]] fu membro del [[Consiglio di Amministrazione]] dell’[[ENI]], dove si adoperò nelle trattative per gli accordi commerciali conclusi con l’[[Iran]].
 
Nel [[1975]] fu nominato presidente dell’ENI, in un periodo delicato per l‘azienda, che si concluse con il dispendioso salvataggio [[EGAM]]. Sette fu particolarmente prudente ed attento agli equilibri di potere, cercando di gestire i contrasti che emergevano all’interno della dirigenza ENI.
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