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==Diritto==
Varia è la considerazione [[diritto|giuridica]] e [[criminologia|criminologica]] dell'infanticidio, a seconda del soggetto che compie l'azione (spesso, ma non sempre, la [[madre]]), delle circostanze temporali e di altre condizioni. In [[diritto penale]], l'uccisione di un bambino si considera il più delle volte un [[omicidio|omicidio comune]]. L'infanticidio si potrebbe quindi intendere in senso etimologico (uccisione dell'''infante'', colui che non sa ancora parlare), ma non è esattamente così: per varie ragioni, gli ordinamenti considerano meno gravi, rispetto all'omicidio, i reati speciali individuati come ''infanticidio'', e le delimitano in un ambito molto stretto.
 
L'''Infanticide Act'' [[Regno Unito|britannico]], ad esempio, chiama ''infanticidio'' un delitto specifico, che può essere commesso solo dalla madre nel primo anno di vita del bambino. Il [[codice penale italiano]] individua una sola ipotesi: quella dell'[[infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale]] (art. 578 c.p.) commesso dalla madre durante il [[parto]] (''feticidio'') o immediatamente dopo. In tutti gli altri casi, l'uccisione di un bambino è semplicemente reato di omicidio. L'art. 578 prevede infatti una pena più lieve (da 4 a 12 anni di [[reclusione]]) solo in ragione delle particolari condizioni emotive della puerpera; il trattamento di favore non si estende nemmeno a coloro che eventualmente concorrano nel reato, puniti con la stessa pena prevista per l'omicidio (non meno di 21 anni). Analoga soluzione è accolta da altri ordinamenti, come quello [[Brasile|brasiliano]] attuale (art. 123 c.p.). In alcuni paesi (ad esempio di [[lingua spagnola]]) hanno rilevato o rilevano ulteriori elementi. Può essere disposto un preciso limite temporale (24 ore, 72 ore, 7 giorni) dal parto oppure, soprattutto in passato, sono stati inclusi nella previsione altri consanguinei (oltre alla madre), specie in relazione a [[delitto d'onore|motivi d'onore]].
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