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{{S|politica|Europa}}
Con il termine '''polisinodia''' (dal greco πολυς, 'molti', e συνοδος, 'consiglio') si indica la particolare [[forma di governo]] affermatasi nelle [[monarchia|monarchie]] [[Europa|europee]] tra i secoli [[XVI secolo|XVI]] e [[XVIII secolo|XVIII]], caratterizzata dall'affidamento dei compiti dei [[ministro|ministri]] ad [[organo collegiale|organi collegiali]], per lo più denominati ''consigli''.
 
Il primo scritto al riguardo è il ''Discours sur la Polysynodie'' ([[1718]]) di [[C.-I. de Saint-Pierre]], il quale giudicò positivamente questo sistema di governo, ritenendo che la pluralità di consigli permettesse di affiancare il sovrano con persone competenti, in contrapposizione al sistema basato sui ministri, da lui criticamente definito ''visirato''.
 
Il sistema polisinodale si sviluppò a partire dalla ''[[curia regisregi]]s'', il gruppo di [[nobile|nobili]] di fiducia di cui il sovrano tradizionalmente si circondava fin dal [[Medioevo]] (quando si dovevano prendere le decisioni più importanti veniva allargato a tutte le persone più influenti del regno, dando così luogo al ''[[parlamentum]]''). Nel corso del [[XV secolo]] la ''curia regis'' cominciò a differenziarsi in vari consigli specializzati per settore, processo che culminò nel [[XVI secolo]]: troviamo così in [[Inghilterra]], accanto al ''Consiglio del Re'' (o ''[[Consiglio privato]]''), la ''Cancelleria dello Scacchiere'' (competente in materia finanziaria), la ''Camera stellata'' (alta corte di giustizia) e i Consigli territoriali; mentre in [[Francia]] il ''Consiglio del Re'' si articola in ''[[Consiglio di stato|Consiglio di Stato]]'', ''[[Consiglio dei Pari]]'' e ''Consiglio delle Finanze''.
 
[[en:Polysynody]]