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== Edit di IP sulle voci di relatività ==
Ho appena visto che, fra ieri ed oggi, un utente con IP 151.89.15.211 (che risulta un IP della [[Ansaldo]]) ha compiuto una grossa quantità di edit su voci inerenti la relatività (sia generale che ristretta, si veda [[Speciale:Contributi/151.89.15.211]]). Gli edit non sono del tutto campati in aria ma, in moltissimi casi mi paiono un filo approssimativi e/o ridondanti rispetto a quello che c'era già scritto nelle voci stesse. Qualche pezzo da salvare ci sarebbe e quindi non procedo ad un rollback massiccio, tuttavia ognuno di questi edit richiederebbe un certo sforzo per essere "depurato" dal POV e dallo stile ''da blog''. Qualcuno ha una buona idea su come procedere? --[[Utente:Berto|J]] [[Discussioni utente:Berto|B]] 16:16, 9 set 2008 (CEST)
 
== Arch:657 ==
 
[http://www.archenergia.com]
 
'''SPERIMENTAZIONE'''
 
'''Arch:657'''
 
Questo sperimento vuol dimostrare al mondo scientifico le ragioni della separazione di una massa d'acqua posta in vasi comunicanti e come il moto "perpetuo" abbia inizio spiegato da Galileo e mai realizzato nei secoli a seguito della sua morte.
Io Gianni Contini in virtù delle mie conoscenze e certezze scientifiche sostengo che il moto perpetuo è estrazione di moto universale; definito dal Maestro Galileo con l’esposizione espressa in seguito:
 
Nella maggiore stanza che sia sotto coverta di alcun gran naviglio risserativi con qualche amico, e quivi fate di aver mosche, farfalle e simili animaletti volanti: pigliativi un gran vaso d’acqua, e dentrovi de’pescetti; accomodate ancora qualche vaso alto che vada gocciolando in altro basso e di angusta gola. E stando ferma la nave, osservate diligentemente come quelli animaletti volanti con pari velocità vanno verso tutte le parti della stanza; i pesci, gli vedrete andar vagando indifferentemente verso quali si voglia parte delle sponde del vaso le stille cadenti entreranno nel vaso sottoposto[…]
Osservate che avrete bene tutte queste cose fatte muovere la nave con quanta si voglia velocità; che (pur che il moto sia uniforme e non fluttuante in qua e ’n là) voi non riconoscerete una minima mutazione in tutte le nominate cose, né meno da cosa che sia in voi stesso, potreste assicurarvi che la nave cammina o sta ferma […] E se voi di tutte queste cose effetti mi domanderete la cagione, vi risponderò per ora: ›› Perché il moto universale della nave, essendo comunicato all’aria ed a tutte quelle cose che in essa vengono contenute, e non essendo contraria alla naturale inclinazione di quelle, in loro indelebilmente si conserva‹‹; altra volta poi ne sentirete risposte particolari e diffusamente spiegate.
 
 
GALILEO GALILEI, Lettera a Francesco Ingoli,
in: Le opere di Galileo Galilei,
Barbera, Firenze, vol. VI, pp. 543-548.
 
 
DISCORSO
AL SERENISSIMO DON COSIMO II,
GRAN DUCA DI TOSCANA,
INTORNO ALLE COSE CHE STANNO IN SU L'ACQUA O CHE IN QUELLA SI MUOVONO
DI
GALILEO GALILEI,
FILOSOFO E MATEMATICO
DELLA MEDESIMA ALTEZZA SERENISSIMA
 
E-text
Editoria, Web design, Multimedia
http:// www.e-text.it/
pp.5-6-7
 
Dico, dunque, la cagione per la quale alcuni corpi solidi discendono al fondo nell'acqua, esser l'eccesso della gravità loro sopra la gravità dell'acqua, e, all'incontro, l'eccesso della gravità dell'acqua sopra la gravità di quelli esser cagione che altri non discendano, anzi che dal fondo si elevino e sormontino alla superficie. Ciò fu sottilmente dimostrato da Archimede, ne' libri Delle cose che stanno sopra l'acqua; ripreso poi da gravissimo Autore, ma, s'io non erro, a torto, sì come di sotto, per difesa di quello, cercherò di dimostrare.
Io con metodo differente e con altri mezzi procurerò di concludere lo stesso, riducendo le cagioni di tali effetti a' principii più intrinsechi e immediati, ne'quali anco si scorgano le cause di qualche accidente ammirando e quasi incredibile, qual sarebbe che una picciolissima quantità d'acqua potesse col suo lieve peso sollevare e sostenere un corpo solido, cento e mille volte più grave di lei. E perché così richiede la progressione dimostrativa, io definirò alcuni termini, e poi esplicherò alcune proposizioni, delle quali, come di cose vere e note, io possa servirmi a' miei propositi.
Io, dunque, chiamo egualmente gravi in ispecie quelle materie, delle quali eguali moli pesano egualmente: come se, per esemplo, due palle, una di cera e l'altra d'alcun legno, eguali di mole, fussero ancora eguali in peso, diremmo quel tal legno e la cera essere in ispecie egualmente gravi.
Ma egualmente gravi di gravità assoluta chiamerò io due solidi li quali pesino egualmente, benché di mole fussero diseguali: come, per esemplo, una mole di piombo e una di legno, che pesino ciascheduna dieci libre, dirò essere in gravità assoluta eguali, ancorché la mole del legno sia molto maggior di quella del piombo, ed, in conseguenza, men grave in specie.
Più grave in specie chiamerò una materia che un'altra, della quale una mole eguale a una mole dell'altra peserà più: e così dirò, il piombo esser più grave in ispecie dello stagno, perché, prese di loro due moli eguali, quella di piombo pesa più. Ma più grave assolutamente chiamerò io quel corpo di questo, se quello peserà più di questo, senza aver rispetto alcuno di mole: e così un gran legno si dirà pesare assolutamente più d'una piccola mole di piombo, benché il piombo in ispecie sia più grave del legno. E lo stesso intendasi del men grave in ispecie e men grave assolutamente.
Definiti questi termini, io piglio dalla scienza meccanica due principii. Il primo è, che pesi assolutamente eguali, mossi con eguali velocità, sono di forze e di momenti eguali nel loro operare.
 
Momento, appresso i meccanici, significa quella virtù, quella forza, quella efficacia, con la quale il motor muove e 'l mobile resiste; la qual virtù depende non solo dalla semplice gravità, ma dalla velocità del moto, dalle diverse inclinazioni degli spazii sopra i quali si fa il moto, perché più fa impeto un grave descendente in uno spazio molto declive che in un meno.
Ed in somma, qualunque si sia la cagione di tal virtù, ella tuttavia ritien nome di momento.
Né mi pareva che questo senso dovesse giugner nuovo nella nostra favella; perché, s'io non erro, mi par che noi assai frequentemente diciamo “Questo è ben negozio grave, ma l'altro è di poco momento”, e “Noi consideriamo le cose leggiere, e trapassiamo quelle che son di momento”: metafore, stimer'io, tolte dalla meccanica.
Come, per esemplo, due pesi d'assoluta gravità eguali, posti in bilancia di braccia eguali, restano in equilibrio, né s'inclina l'uno alzando l'altro; perché l'egualità delle distanze di ambedue dal centro, sopra il quale la bilancia vien sostenuta e circa il quale ella si muove, fa che tali pesi, movendosi essa bilancia, passerebbono nello stesso tempo spazii eguali, cioè si moverieno con eguali velocità, onde non è ragione alcuna, per la quale questo peso più di quello, o quello più di questo, si debba abbassare; e per ciò si fa l'equilibrio, e restano i momenti loro di virtù simili ed eguali.
Il secondo principio è, che il momento e la forza della gravità venga accresciuto dalla velocità del moto; sì che pesi assolutamente eguali, ma congiunti con velocità diseguali, sieno di forza, momento e virtù diseguale, e più potente il più veloce, secondo la proporzione della velocità sua
alla velocità dell'altro. Di questo abbiamo accomodatissimo esemplo nella libra o stadera di braccia diseguali, nelle quali posti pesi assolutamente eguali, non premono e fanno forza egualmente, ma quello che è nella maggior distanza dal centro, circa il quale la libra si muove, s'abbassa sollevando l'altro, ed è il moto di questo, che ascende, lento, e l'altro veloce: e tale è la forza e virtù che dalla velocità del moto vien conferita al mobile che la riceve, che ella può esquisitamente compensare altrettanto peso che all'altro mobile più tardo fosse accresciuto; sì che, se delle braccia della libra uno fosse dieci volte più lungo dell'altro, onde, nel muoversi la libra circa il suo centro, l'estremità di quello passasse dieci volte maggiore spazio che l'estremità di questo, un peso posto nella maggior
distanza potrà sostenerne ed equilibrarne un altro dieci volte assolutamente più grave che non è egli; e ciò perché, movendosi la stadera, il minor peso si moveria dieci volte più velocemente che l'altro
maggiore. Debbesi però sempre 'ntendere che i movimenti si faccino secondo le medesime inclinazioni, cioè che, se l'uno de' mobili si muove per la perpendicolare all'orizzonte, che l'altro parimente faccia 'l suo moto per simil perpendicolare; e se 'l moto dell'uno dovesse farsi nell'orizzontale, che anche l'altro sia fatto per lo stesso piano; e, in somma, sempre amendue
in simili inclinazioni. Tal ragguagliamento tra la gravità e la velocità si ritrova in tutti gli strumenti meccanici, e fu considerato da Aristotile come principio nelle sue Questioni meccaniche: onde noi ancora possiamo prender per verissimo assunto che pesi assolutamente diseguali, alternatamente si contrappesano e si rendono di momenti eguali, ogni volta che le loro gravità con proporzione contraria rispondono alle velocità de' lor moti, cioè che quanto l'uno è men grave dell'altro, tanto sia in constituzione di muoversi più velocemente di quello.
 
Concepita come fosse un “motore” con parametri numerici in equazione matematica, la nave di Galileo è forse il Nostro Veliero?
Si può così procedere alla sperimentazione che si annuncia per il BENE DEL CREATO.
 
'''Arch:657'''
 
'''Nuovo Marchio'''
 
'''Nuovo Strumento di Misura, Calcolo e Progettazione'''.
 
'''Pompa Idraulica'''
'''Ascensore Idrostatico, Bilancia Idrostatica'''
 
'''Nuovo Sistema di Generazione di Energia'''
 
'''Nuovo Edificio – Imbarcazione “veliero”'''
 
 
'''Strumento di Misura'''
 
'''Arch:657''' si considera strumento di misura in virtù della precisione meccanica necessaria per la costruzione e non da meno per la funzione matematica che ricopre in fase di dimensionamento progettuale delle singole unità produttive, partendo dalle più piccole, con la sola funzione di generatore d’energia elettrica per arrivare alle più grandi utilizzabili per le molteplici attività dell’Uomo.
 
Il software di progettazione rende possibile un calcolo dimensionale della potenza energetica erogabile, modificando i volumi e le forme architettoniche della struttura.
La progettazione inizia da una scala minima di costruzione (0,5 cm = 10 cm), ad una massima di:0,5 cm = 10 Mt.
La progettazione è stata concepita come un modello matematico in grado di modificare l’Architettura incluso tutti i valori dimensionali relativi ai componenti o strutture introdotte.
 
Tutti i parametri numerici sotto indicati corrispondono scala di progettazione 0,5 cm = 10 Mt.
 
'''Arch:657'''
 
La macro struttura è una guida costituita da:
70 alberi d’acciaio dei quali 18 s’innalzano a guida della struttura di movimento, verticale “Veliero”.
Vaso di Pressione – vaso di centro. Capienza Mt2 637304
Vaso di Perimetro – vaso maggiore. Capienza Mt2 981335
Vaso di Superficie - vaso di raccoglimento Capienza Mt2 20134
Ponti
Struttura componenti:
Barre di metallo;
Piastre;
Alberi distanziali;
Alberi guida;
Giunti di scorrimento e di ancoraggio ponti;
Barriere perimetrali;
Barriere perimetrali di bordo ponte;
Vetri strutturali.
 
Le strutture di contenimento e di seperazione vasi sono distribuite su sette livelli, con una superficie di Mt.122000.
Strutture Guide: 200000 t. Struttura Veliero Stazza 120000 t. distribuite su 17 livelli con una superficie ponti Mt. 327000 ed una superficie velica Mt. 57527
 
'''Arch:657''' è l’insieme di tutte le strutture; per semplificazione definiamo la struttura di zavorra con la definizione di “Veliero”.
 
'''Pompa Idraulica – Ascensore e Bilancia Idrostatica'''
 
Il Veliero galleggia su due vasi comunicanti, ancorato ad un sistema di strutture di contenimento a “gabbia” concepito per gestire peso, pressione e movimento;
Il Veliero in stato di navigazione comprime la massa d’acqua presente nel vaso di centro, trasferendola nel vaso di perimetro per una quantità pari al suo peso;
Il Veliero scarica e recupera pressione in fase di galleggiamento;
Il Veliero si muove verticalmente; inizia la sua ascensione a 5,7Mt al di sotto del livello medio di galleggiamento spinto dalla pressione generata dal deposito d’acqua in vaso di perimetro.
'''Condotte -Travasi, Turbine, Generatori, Alberi di trasmissione, Valvole e Chiuse.'''
 
A forma rettangolare le condotte o travasi consentono l'afflusso dell'acqua alle turbine, dal loro diametro si determina la quantità d'acqua secondo valori che variano dai 2, ai 6 Mt2/s.L’acqua pressurizzata viene canalizzata, in 80 + 80 condotte d’acciaio rinforzate, sovrapposte su due livelli;
Un sistema di turbine in asse orizzontale; trasforma in energia elettrica l’energia meccanica ricevuta.
 
Arch:657''' è dotato di un sistema di 80 + 80 turbine rettangolari sovrapposte in asse orizzontale; disposti tra le turbine si collocano 84 + 84 generatori distribuiti su 4 + 4 alberi compositi e sequenziali; in cuscinetti a sfera, da 21 unità di generazione.
Inserite nelle condotte di scarico e di compensazione le valvole regolano il flusso e isolano i vasi, le valvole operano in asse orizzontale, parallele alle turbine, sono governate da; 8+8 alberi compositi e sequenziali; in cuscinetti a sfera con rotazione di 90°.
Ogni albero governa una serie di 20 valvole, ogni valvola è dotata di una chiusa che verte come struttura di contrappeso e di bilanciamento del movimento di apertura e chiusura, le chiuse si infilano nelle condotte e assicurano ulteriormente lo stato di chiusura e di isolamento dei vasi.
 
'''Energia di Posizione'''
 
Lo scarico d’acqua passa attraverso un gruppo di 80 condotte travasi posti in orizzontale tra i due livelli di pressione 5 ↑←7 N per una portata ˅ 480 Mt2/S; dal vaso di centro al vaso di superficie a livello 0.
 
Esaurita la spinta verso l’alto l’acqua cade nel vaso di superficie in cascata nel vaso di perimetro generando un sistema di reinserimento perpetuo da vaso a vaso.
 
Vaso di centro →↑ vaso di superficie ↓ vaso di perimetro → vaso di centro →↑vaso di superficie↓
 
L’attraversamento dal vaso di perimetro al vaso di centro avviene in un secondo gruppo di 80 condotte travasi, per effetto bilanciamento, compensa per i medesimi valori quantitativi la massa d’acqua in uscita; livello 6→6 N ˅480 Mt2/S.
 
'''Flusso'''
 
'''Arch:657''' “Grande” scala 05 cm 10 Mt.
 
Portata in uscita livelli 5 ← 7 N. Vaso di centro 80 travasi x 6 ˅Mt2/S = 480 Mt2/S
 
Portata in entrata livelli 6 → 6 N. Vaso di perimetro 80 travasi x 6 ˅Mt2/S = 480 Mt2/S
 
Portata totale 160 x 6 ˅Mt2/S = 960 Mt2/S
 
Potenza 160 x 20 MGWH. Tot = MGWH 3200 Giri 60S-135
 
'''Arch:657''' “Piccolo” scala 05 cm 10 cm.
 
Portata in uscita livelli 5 ← 7 N. Vaso di centro 80 travasi A 6 ˅Mt2/S = 480 cm2/S
 
Portata in entrata livelli 6 → 6 N. Vaso di perimetro 80 travasi x 6 ˅Mt2/S = 480 cm2/S
 
Portata totale 160 x 6 ˅Mt2/S = 960 cm2/S
 
Potenza 160 x 20 KWH. Tot = KWH 3200. Giri 60S-13500
 
'''Giri'''
 
Quanto più è piccola la dimensioni della struttura quanto più aumentano i giri dell’albero di trasmissione in funzione delle distanze percorse dal flusso a velocità costante.
 
'''Generatori elettrici'''
A velocità costante l’intervento di resistenza generato dai magneti rallenta la velocità di rotazione delle turbine e aumenta l’erogazione di energia. Le caratteristiche dei generatori e dei circuiti elettrici verranno definiti di volta in volta a, secondo dei distinti modelli matematici e degli obiettivi predeterminati di erogazione.
 
'''Sistema di Generazione Supplementare'''
 
'''Arch:657''' Il Vento.
 
La parte eolica del sistema di generazione energetica riguarda strutture multi dimensione ove le barriere assumono più funzioni, secondo: necessità, climatiche, coreografiche, energetiche, illuminotecniche.
Una linea perimetrale di vele - barriere rotative - fissate a un sistema di generazione, sfrutta l’attraversamento tele controllato delle correnti d’aria che attraversano i relativi ponti d’impiego del sistema velico della struttura.
Il sistema di generazione sfrutta la resistenza magnetica per rallentarne il moto di rotazione e tele controllare il movimento rotativo.
I valori di potenza del sistema velico dipendono da tre elementi; la superficie velica; i parametri di tele controllo dei movimenti rotativi, la potenza del vento.
Il sistema velico e parte integrante di un sistema autonomo di produzione d’energia del Veliero ed é connesso ad un sistema di accumulazione e distribuzione d’energia pilotato dallo “skipper elettronico di bordo”.
 
'''Edificio - Imbarcazione'''
 
'''Arch:657''' un edificio di nuova concezione.--[[Utente:Nanni Contini|Nanni Contini]] ([[Discussioni utente:Nanni Contini|msg]]) 13:21, 10 set 2008 (CEST)
 
'''Arch:657'''
Introduzione Riassuntiva dei Benefici verso la Collettività
Il campo di applicazione dello Strumento; riguarda tutte le Regioni del Mondo.
L’innovazione conseguente all’applicazione di questo nuovo strumento di Generazione di Energia è da considerarsi una vera e propria rivoluzione nel settore energetico;
Siamo in grado di poter finalmente pianificare il Nostro futuro e il futuro delle Nuove Generazioni per i secoli avvenire superando ogni incertezza dettata dalla dipendenza dai combustibili fossili.
Siamo in grado finalmente d’abbattere le emissioni di gas serra dall’atmosfera.
Siamo in grado di poter produrre Energia “pulita” a fronte di tutti i problemi che condiziono lo sviluppo in ogni Regione del Mondo.
Siamo in grado utilizzare le strutture Architettoniche di grandi e nuove unità produttive di energia elettrica per viverci e migliorare radicalmente la qualità e lo stile delle nostre vite.
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