Differenze tra le versioni di "Gens Veturia"

nessun oggetto della modifica
–La '''''gens Veturia''''' (in latino arcaico ‘’''Voturia''’’, e anche ‘’''Votusia''’’) è una delle più antiche famiglie [[patrizio (storia romana)|patrizie]] romane, facente parte delle cento [[gentes originarie]] ricordate dallo storico [[Tito Livio]]. La ''gens Veturia'' è menzionata anche dall’illustredall'illustre romanista [[Theodor Mommsen]] come una delle più antiche famiglie romane in quanto diede il proprio nome ad una delle [[Tribù#Evoluzione storica presso i Romani|Tribù Rustiche]], l'omonima ''Tribù Veturia'', alla quale erano ascritti i territori di Ostia, Cere, Piacenza e Bergomum. L'antichità della ''gens Veturia'' è peraltro desumibile dal suo stesso [[nomen]], derivato dall'aggettivo latino ''vetus'', che significa "antico", "vecchio".
 
Secondo una tradizione l'origine della ''gens Veturia'' sarebbe collocata territorialmente nella zona dell’[[Aniene]], quindi in rapporto con i [[Sabini]]. L'origine sabina della ''gens Veturia'' si desumerebbe altresì dalla storia di un suo personaggio leggendario, [[Mamurio Veturio]]. Costui fu un abile fabbro, che venne incaricato dal re [[Numa Pompilio]] di realizzare undici perfette copie dello scudo sacro provenutogli dal cielo, l'[[Ancilia|ancile]], per impedire che potesse essere trafugato. Infatti la [[ninfa]] [[Egeria]] aveva rivelato a Numa che finché l'ancile fosse rimasto a Roma, questa avrebbe sempre trionfato sui suoi nemici. Questi dodici scudi sacri (tra i quali il vero Ancileancile) vennero affidati in custodia ad un collegio di dodici sacerdoti costituito per l’occasione da Numa, i [[Salii]]. Mamurio Veturio non volle accettare alcuna ricompensa in denaro per il suo lavoro, ma chiese a Numa Pompilio l’onore di essere ricordato nel canto dei Salii, il ''[[Carmen Saliare]]'', e venne accontentato. Così durante i loro rituali i Salii invocavano questo Mamurio, ed in suo onore la festa del 14 marzo (corrispondente al capodanno dell’anticodell'antico calendario romano), già chiamata ''Equirria'', prese il nome di ''Mamuralia''. Durante questa importante festa popolare Mamurio Veturio, rappresentato come un vecchio vestito di pelli impersonava l’anno ormai trascorso, che veniva cacciato dalla folla a colpi di bastone per far posto all’anno nuovo.
L'antichità della ''gens Veturia'' è peraltro desumibile dal suo stesso [[nomen]], derivato dall'aggettivo latino ''"vetus"'', che significa ''"antico", "vecchio"''.
 
Secondo una tradizione l’origine della gens Veturia sarebbe collocata territorialmente nella zona dell’[[Aniene]], quindi in rapporto con i [[Sabini]]. L'origine Sabina della ''gens Veturia'' si desumerebbe altresì dalla storia di un suo personaggio leggendario, [[Mamurio Veturio]]. Costui fu un abile fabbro, che venne incaricato dal re [[Numa Pompilio]] di realizzare undici perfette copie dello scudo sacro provenutogli dal cielo, l’[[Ancilia|Ancile]], per impedire che potesse essere trafugato. Infatti la [[ninfa]] [[Egeria]] aveva rivelato a Numa che finché l'Ancile fosse rimasto a Roma, questa avrebbe sempre trionfato sui suoi nemici.
 
Questi dodici scudi sacri (tra i quali il vero Ancile) vennero affidati in custodia ad un collegio di dodici sacerdoti costituito per l’occasione da Numa, i [[Salii]]. Mamurio Veturio non volle accettare alcuna ricompensa in denaro per il suo lavoro, ma chiese a Numa Pompilio l’onore di essere ricordato nel canto dei Salii, il ''[[Carmen Saliare]]'', e venne accontentato. Così durante i loro rituali i Salii invocavano questo Mamurio, ed in suo onore la festa del 14 marzo (corrispondente al capodanno dell’antico calendario romano), già chiamata ''Equirria'', prese il nome di ''Mamuralia''. Durante questa importante festa popolare Mamurio Veturio, rappresentato come un vecchio vestito di pelli impersonava l’anno ormai trascorso, che veniva cacciato dalla folla a colpi di bastone per far posto all’anno nuovo.
Da questa suggestiva tradizione alcuni studiosi traggono due considerazioni: in primo luogo che il nome stesso di Mamurio Veturio (per la presenza del cognome in età arcaica) costituisca un chiaro indizio della sua origine sabina; in secondo luogo che tale origine possa spiegare i suoi ottimi rapporti con Numa Pompilio, che dapprima gli manifestò la massima fiducia affidandogli il prezioso Ancile per eseguirne le copie; per giunta a lavoro ultimato Numa gli accordò l’alto onore di essere ricordato nel Carmen Saliare. Questi elementi costituirebbero dunque per gli studiosi degli indizi convincenti a sostegno della tesi circa l’origine Sabina della ''gens Veturia''.
 
Sembra inoltre che i ''Veturii'' abbiano avuto uno stanziamento o comunque un rapporto abitativo con la città di ''[[Praeneste]]'' (l’odierna [[Palestrina]]), dove si trova una tomba del VII sec.secolo a.C. (la famosa [[Tomba Bernardini]]) in cui è stata rinvenuta una coppa d'argento riportante in caratteri [[Lingua etrusca|etruschi]] l'iscrizione ''Votusia'', forma arcaica per ''Voturia''.
 
La ''gens Veturia'' si divise in diversi rami quali i ''Crassi'', i ''Gemini'', i ''Cicurini'', i ''Calvini'' ed i ''Filoni'', i cui membri ricoprirono importanti [[Magistratura (storia romana)|magistrature]], dal V sec. a.C. in poi.
Tra questi personaggi ricordiamo:
 
* [[CaioGaio Veturio Gemino Cicurino]], console nel 499 con Caius[[Gaio TitusTito AebutiusEbuzio Helva]].
 
*[[Tito Veturio Gemino Cicurino]], console nel 494 con Aulo Virginio Tricosto Caeliomontano e nel 462 a.C. con Lucio Lucrezio Tricipitino.
*[[Veturia]], madre di [[Gneo Marcio Coriolano|Coriolano]], (V sec . a.C.), assieme alla nuora [[Volumnia]] convinse il leggendario eroe della [[gens Marcia]], già conquistatore dei [[Volsci]] a deporre le armi contro Roma, dissuadendolo dal desiderio di vendicarsi contro la patria ingrata che lo aveva ingiustamente esiliato.
 
*[[CaioGaio Veturio Cicurino]], console nel 455 a.C. con [[Tito Romilio Roco Vaticano]], della [[gens Romilia]].
 
*[[Tito Veturio Crasso Cicurino]], nel 451 a.C.fece parte dei ''[[Decemviri#Decemviri Legibus Scribundis Consulari Imperio|decemviri legibus scribundis]]'', e quindi contribuì alla stesura del primo [[codice]] scritto di Roma, le [[leggi delle XII tavole]], a sostegno dei diritti della [[plebe]].
*[[Marco Veturio Crasso Cicurino]], Tribuno militare con potestà consolare nel 399 a.C.
 
*[[CaioGaio Veturio]], Tribuno militare con potestà consolare nel 377 e nel 369 a.C.
 
*[[Lucio Veturio Crasso Cicurino]], Tribuno militare con potestà consolare nel 367 e nel 368 a.C.
*[[Tiberio Veturio Calvino]], console nel 334 e nel 321 a.C. sempre con [[Spurio Postumio Albino Caudino]]
 
*[[Lucio Veturio Filone]], console suffetto nel 220 a.C.
 
*[[Lucio Veturio Filone]], console nel 206 con [[Quinto Cecilio Metello]].
==Voci correlate==
 
* [[Gentes originarie]]
* [[Fondazione di Roma]]
 
* [[patrizioPatrizio (storia romana)|Patriziato Romano]]
[[Fondazione di Roma]]
* [[Senato di Roma]]
 
[[patrizio (storia romana)|Patriziato Romano]]
 
[[Senato di Roma]]
 
[[Categoria:Famiglie di Roma antica|Veturia, Gens]]
[[[[Categoria:Veturii]]| ]]