Immacolata col Padre Eterno in gloria e i santi Anselmo, Agostino e Stefano: differenze tra le versioni

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Alle spalle di costoro, si apre un paesaggio, che ha al centro una città: [[Gerusalemme]]; raffigurata, però, col profilo della città dove la pala è situata, [[Forlì]], con le sue tre caratteristiche torri: quella del Duomo, quella del Comune e quella di San Mercuriale, torre famosa già all'epoca per essere uno dei campanili romanici in mattoni più alti d'Italia.
 
In alto, a sinistra, appare il Padre Eterno, in gloria, circondato da angeli, mentre, a destra, emergono due speroni di roccia sormontati da due alberi che richiamano l'[[Antico testamento]]: un [[Cupressus|cipresso]] e un [[Cedrus|cedro]], che dovrebbe rappresentare un Cedro del Libano, albero però sconosciuto all'epoca in Europa. Del resto, per i suoi destinatari era più evocativo un cedro con gli agrumi in evidenza, visto che, in occasione della festa (il [[1º maggio]]) di un santo molto amato dai forlivesi, San [[Pellegrino Laziosi]], si tiene, da tempo immemorabile, una sagra dei cedri.
 
Accanto al cipresso, si notano una simbolica nube dorata ed uno stormo di uccelli, in disposizione simile a quella che hanno nel dipinto ''[[Crocifissione e santi (Marco Palmezzano)|Crocifissione e santi]]'', realizzato tra il [[1500]] e il [[1510]] e conservato alla [[Galleria degli Uffizi]] di [[Firenze]].
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