Differenze tra le versioni di "I due gentiluomini di Verona"

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Considerata dalla maggior parte dei critici come secondaria, è raramente rappresentata oggi. La scena culminante è considerata spesso come quella del servitore Launce e del suo cane Crab.
 
==DatazioneTrama==
I due gentiluomini del titolo sono Valentino e Proteo. Valentino lascia Verona per recarsi a Milano, il contesto spesso non è chiaro), dove scopre ben presto di essersi innamorato di Silvia, una dama aristocratica che non è per nulla contraria ai suoi favori. Proteo più tardi visita Valentino, lasciando la sua fidanzata, Giulia, a Verona, e anche lui si innamora di Silvia.
 
Il classico triangolo amoroso si complica quando Giulia, travestita da uomo, giunge inaspettatamente. La commedia si conclude con un teso confronto in una foresta, dove Proteo cerca di rapire Silvia. Valentino la salva, ma poi la 'concede' a Proteo in nome della loro amicizia. Proteo rifiuta e torna da Giulia, da cui il lieto fine, almeno in apparenza.
La data di composizione è incerta, anche se si ritiene comunemente che questo sia uno dei primi lavori di Shakespeare. Dovrebbe essere stata scritta intorno al [[1590]], anche se la prima prova della sua esistenza si trova nella lista di opere teatrali di [[Francis Meres]], pubblicata nel [[1598]]. Non fu stampata fino al [[1623]] quando apparve nella prima edizione delle opere di Shakespeare.
 
Nella trama comica secondaria, anche il servo refolo trova l'amore, in una ragazza di umili origini della quale, come espone in un comico panegirico, "i difetti superano di numero i capelli".
==Fonti==
 
La città in cui Silvia attende il suo Valentino, non è Padova, bensì Milano, una città che Shakespeare immagina bagnata dalle acque marine, come già del resto alluso ne ''[[La tempesta]]''.
== Origini ==
=== Fonti ===
La fonte prima della commedia è la storia di Felix e Felismena in ''Diana'', una raccolta di novelle dello scrittore [[Portogallo|portoghese]] [[Jorge de Montemayor]]. Shakespeare potrebbe averne letto una traduzione, ma una commedia (ora perduta) basata sulla novella si sa esser stata rappresentata in [[Inghilterra]] nel [[1585]], e così ''Two Gents'' può essere semplicemente un adattamento di questa commedia.
 
=== Composizione e stampa ===
==Temi==
La data di composizione è incerta, anche se si ritiene comunemente che questo sia uno dei primi lavori di Shakespeare. Dovrebbe essere stata scritta intorno al [[1590]], anche se la prima prova della sua esistenza si trova nella lista di opere teatrali di [[Francis Meres]], pubblicata nel [[1598]]. Non fu stampata fino al [[1623]] quando apparve nella prima edizione delle opere di Shakespeare.
 
== Contesto storico ==
 
== Commento ==
 
Il tema principale della [[commedia]] è il rapporto tra [[amicizia]] e [[amore]]: la questione è quanto la relazione tra due amici sia più importante di quella tra due amanti. Proteo è in continua rincorsa e competizione con l'amico, vorrebbe assomigliargli in ogni cosa e soffre nel separarsi da lui. Persino il suo innamoramento per Giulia ha il carattere dell'emulazione e del confronto. Senz'altro Valentino è per Proteo il legame più caro, così come lo è Proteo per Valentino.
In quest'ottica il [[tradimento]] compiuto da Proteo non sarebbe una vittoria dell'[[amore|innamoramento]] sull'[[amicizia]], bensì una reazione allo scoprire Valentino perdutamente invaghito di Giulia, tanto da trascurare l'amico.
 
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==Trama==
== Rappresentazioni e adattamenti ==
I due gentiluomini del titolo sono Valentino e Proteo. Valentino lascia Verona per recarsi a Milano, il contesto spesso non è chiaro), dove scopre ben presto di essersi innamorato di Silvia, una dama aristocratica che non è per nulla contraria ai suoi favori. Proteo più tardi visita Valentino, lasciando la sua fidanzata, Giulia, a Verona, e anche lui si innamora di Silvia.
 
== Note ==
Il classico triangolo amoroso si complica quando Giulia, travestita da uomo, giunge inaspettatamente. La commedia si conclude con un teso confronto in una foresta, dove Proteo cerca di rapire Silvia. Valentino la salva, ma poi la 'concede' a Proteo in nome della loro amicizia. Proteo rifiuta e torna da Giulia, da cui il lieto fine, almeno in apparenza.
<references/>
 
Nella trama comica secondaria, anche il servo refolo trova l'amore, in una ragazza di umili origini della quale, come espone in un comico panegirico, "i difetti superano di numero i capelli".
 
La città in cui Silvia attende il suo Valentino, non è Padova, bensì Milano, una città che Shakespeare immagina bagnata dalle acque marine, come già del resto alluso ne ''[[La tempesta]]''.
 
== Bibliografia ==
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==Collegamenti esterni==
 
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