Letteratura teatrale: differenze tra le versioni

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La letteratura teatrale pretende che alla base dei suoi studi e del suo stesso essere vi sia dunque un testo composto da dialoghi (ma anche [[monologo|monologhi]] non necessariamente di chiaro senso compiuto) e azioni. Quando il testo dialogico non è presente ma vi è una chiara rappresentazione scenica che non sia [[danza]] o [[balletto]], si può parlare anche di "partitura teatrale", indicando con essa il tessuto - disposto in maniera comprensibile e cronologica, ossia quali scene si susseguono tra loro - delle azioni compiute in una rappresentazione che non si basa su un testo scritto.<ref>La partitura teatrale è anche un termine utilizzato in [[musica]], riferendosi in particolar modo alla costruzione strutturale delle [[opera lirica|opere liriche]].</ref>
 
La presenza del testo, a sua volta, non significa necessariamente che questo esista fisicamente: si può parlare di letteratura drammatica o teatrale anche nel caso dei [[canovaccio|canovacci]] della [[commedia dell'arte]], costituiti per lo più da una specifica sequenza di azioni che venivano arricchite ed agite da [[attore|attori]] che incarnavano tipo ben definiti (le cosiddette [[Maschera (commedia dell'arte)|maschere]] o [[personaggio|personaggi]] della commedia dell'arte).<ref>Altro caso particolare èsono rappresentatole dallerappresentazioni che si basano sulla letteratura orale, sebbene al giorno d'oggi queste siano quasi del tutto scomparse.</ref>
 
Bisogna tenere presente che, fino a più della metà dello scorso millennio, l'autore teatrale rivestiva un'importanza maggiore dell'[[attore|interprete]] o del [[capocomico]]: era all'autore che veniva tributato il successo di un [[dramma]] così come era sempre il suo nome ad apparire in bella vista sui cartelloni dei [[teatro (architettura)|teatri]].
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