Differenze tra le versioni di "Contea di Lodrone"

m
"nel nostro paese" -> in Italia (it.wiki non è la Wikipedia dell'Italia, è la Wikipedia in lingua italiana)
m ("nel nostro paese" -> in Italia (it.wiki non è la Wikipedia dell'Italia, è la Wikipedia in lingua italiana))
Per tutto il Quattrocento furono risolutamente intenzionati, ma invano, alla costituzione di una signoria indipendente che si estendesse dalla terra di [[Bagolino]] e dal Garda bresciano, attraverso la Valle del [[Sarca]], fino alla [[Val Lagarina]], conducendo senza interruzione una politica ambigua nei confronti del vescovo, loro signore feudale, e degli stati confinanti che è ben riassunta nelle parole di Cesare Agostino Festi, noto storico e genealogista di questa Casata: “''Questi, or guelfi, or ghibellini a seconda del lor tornaconto, sempre però intenti a rendersi indipendenti, in ciò favoriti dall’ubicazione de’ loro castelli e possessi posti al confine del principato, si diedero or a Milano, or a Venezia, ora agli Scaligeri, or ai Conti del Tirolo pur di torsi di dosso la sudditanza dai Vescovi''” .
 
L’occupazione napoleonica dell’Italia avvenuta nella primavera del 1797 e la conseguente instaurazione di amministrazioni di stampo filo-francese spazzarono via gli ultimi residui feudali esistenti nelin nostro paeseItalia. Il principato vescovile di Trento e quello di [[Bressanone]] furono secolarizzati nel 1802 e le nove giurisdizioni patrimoniali trentine, compresa quella di Lodrone-[[Valvestino]], furono abolite. Con la sconfitta di [[Napoleone Buonaparte]], il [[congresso di Vienna]] del 1815 ristabilì gli antichi privilegi feudali restituendo, tra l’altro, il Trentino all’Austria e la giurisdizione di Lodrone ai suoi antichi proprietari.
 
Il 19 giugno del [[1826]] i Conti, dopo sei secoli d’incontrastato dominio, rinunceranno definitivamente alla loro giurisdizione a favore della subentrata amministrazione austriaca pur conservando le libere proprietà, poi alienate nel 1968.
240 274

contributi