Differenze tra le versioni di "Effetto loto"

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Il loto in molti paesi orientali è considerato simbolo di purezza: infatti i fiori di loto, pur avendo come habitat fiumi e laghi fangosi, non sono mai sporchi. I botanici che hanno studiato questo meccanismo hanno appurato che in effetti queste piante posseggono un meccanismo naturale di pulizia.
Sulle foglie del loto l'acqua non viene trattenuta (infatti queste foglie sono sempre asciutte), ma scivola via in tante goccioline che si formano per via dell'alta [[tensione superficiale]] presente sulla foglia, portando con sé la fanghiglia e i piccoli insetti che in essa si trovano.
Questo è possibile perché le foglie di loto ''[[sono rivestite da cristalli di una cera idrofobica di dimensioni nanometriche]]''. In questa scala, le superfici ruvide risultano più idrofobiche di quelle lisce, perché l'area di contatto reale tra la goccia d'acqua e la superficie d'appoggio è circa il 3% di quella apparente, per cui il peso della goccia la fa scivolare via. La ruvidità della foglia è utilissima anche per l'effetto autopulente, perché le gocce rotolano, mentre su una superficie liscia le gocce slitterebbero, rendendo meno efficace l'asporto dello sporco.
 
Oggi con la [[nanotecnologia]] si cerca di riprodurre l'effetto loto in [[vernice|vernici]], tegole, [[Tessuto (manufatto)|tessuti]] ed altre superfici che resteranno pulite e asciutte come le foglie del loto.
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