Differenze tra le versioni di "Italia"

|[[Lingua friulana|Friulano]]
|[[Friuli]]-Venezia Giulia (56,32%)
|-
|Ligure
|align=right|12700.000
|[[Genovese]], incoerentemente generalizzato in [[Lingua ligure|ligure]]
|[[Liguria]], [[Sardegna]] a [[Carloforte]] [[Provincia di Carbonia-Iglesias|(CI)]] (87%), a [[Calasetta]] [[Provincia di Carbonia-Iglesias|(CI)]] (68%), [[Oltregiogo]] [[Piemonte|piemontese]]
|-
|Tirolese
|align=right|20.000
|[[Minoranza linguistica greca d'Italia|Greco d'Italia]]
|[[Calabria]] a Reggio Calabria (0,88%) e [[Puglia]] nella [[Grecìa Salentina]] (1,88%)
|-
|Ligure tabarchino
|align=right|12.000
|[[Tabarchino]]
|[[Sardegna]] a [[Carloforte]] [[Provincia di Carbonia-Iglesias|(CI)]] (87%), a [[Calasetta]] [[Provincia di Carbonia-Iglesias|(CI)]] (68%)
|-
|Bavarese
Diverse parlate regionali sono state censite dall'[[Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura|UNESCO]] come lingue minoritarie e vengono considerate dalla comunità linguistica come lingue distinte dall'italiano (e non come dialetti di quest'ultimo) ma tuttavia non godono di alcun riconoscimento o tutela da parte dello Stato Italiano. Queste sono l'[[Lingua emiliano-romagnola|Emiliano-Romagnolo]], il [[Lingua ligure|Ligure]], il [[Lingua Lombarda|Lombardo]], il [[Lingua napoletana|Napoletano]], il [[Lingua piemontese|Piemontese]] e il [[Lingua siciliana|Siciliano]].
 
Le richieste di riconoscimenti formali di queste parlate (spesso chiamate anche [[Elenco dei dialetti d'Italia|dialetti italiani]]) come "lingue a pieno titolo" sono in genere viste come un tentativo di mantenere in vita questi idiomi, un tempo assai vitali ma oggi seriamente minacciati, a partire dall'unità d'Italia, soprattutto per via dell'istruzione scolastica e dei mezzi d'informazione di massa, che hanno portato ad un graduale processo d'''italianizzazione''. In ciò ha talvolta inciso anche una relativa carenza di una letteratura propria, giacché molte di queste regioni dipesero fortemente, nei secoli, per la lingua scritta, dal [[lingua latina|latino]] e dall'italiano di Dante. La carenza di letteratura non è comunque un fattore primario: la lingua napoletana, ad esempio, nonostante una consolidata letteratura in ambito teatrale, poetico e musicale ed il grande contributo apportato alla cultura italiana ed alla sua diffusione nel mondo, non è riconosciuta e tutelata come lingua minoritaria. Si veda anche la cosiddetta ''koiné'' [[Koinè lombardo-veneta|Lombardo-Veneta]], che tra il XII ed il XIV secolo ebbe un ricco uso in ambito letterario in tutto il nord Italia e che nonostante ciò non ha mai goduto di riconoscimento ufficiale. <br>Allo stesso modo, la [[lingua ligure]] (erede della [[lingua genovese]], utilizzata come lingua franca del [[Mediterraneo]] per tutto il [[Medioevo]] e oltre), pur possedendo una vastissima letteratura (un'intera raccolta di poesie, a cura dell'[[Anonimo Genovese]], si colloca già nel XII-XIII sec.), non gode di riconoscimenti ufficiali (se si esclude la [[dialetto tabarchino|variante tabarchina]] parlata dalla maggior parte della popolazione delle cittadelle di [[Carloforte]] e [[Calasetta]] in [[Sardegna]]).<br>Ugualmente, il [[lingua veneta|veneto]] venne usato dai funzionari della [[Repubblica di Venezia|Serenissima]] per la stesura di documenti ufficiali (ora custoditi presso l'Archivio di Stato), ma nonostante ciò anch'esso gode solamente di riconoscimenti a livello regionale.
 
===Situazione giuridica===
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