Differenze tra le versioni di "Crisi del XVII secolo"

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«Se noi confrontiamo la situazione economica delle principali regioni d'Italia nel periodo che segue immediatamente il trionfo della Spagna con quella dei primi decenni del Cinquecento, non troviamo traccia di quelle rovine o di quella rapida e totale decadenza di cui troppo spesso si parla» <ref>Cfr. G. Luzzatto, ''Storia economica dell'età moderna e contemporanea, CEDAM, Padova, 1955</ref>
 
Coloro che quindi attribuiscono all'infausto dominio spagnolo in Italia la principale causa della sua decadenza, sbagliano poichè non vi fu in Italia un improvviso regredire della sua economia. Invece </br>
«La decadenza inevitabile della economia italiana è determinata soprattutto dai progressi continui delle grandi potenze marittime occidentali...» per cui il regresso italiano è certamente constatabile alla fine del '600 quando l'economia italiana «avrà quasi completamente perduto ogni forza d'espansione ed ogni confronto con l'estero» <ref>G. Luzzatto, ''ibidem'', op.cit.</ref>
 
====Benedetto Croce====
Particolarmente interessato al problema della decadenza italiana nel '600 fu [[Benedetto Croce]] che ne scrisse in due sue opere: ''La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza'' (Bari, 1917) e ''Storia del regno di Napoli'' (Bari, 1924) nelle quali osservava come il periodo che va dalla [[pace di Cateau-Cambrésis]] ([[1559]]) alla [[Guerra per la successione spagnola]] ([[1713]]-[[1714]]) segnò indubbiamente una profonda decadenza italiana.
 
Croce si domanda se questo regresso italiano vada attribuito al malgoverno spagnolo in Italia di cui tanti hanno parlato, come quello letterariamente descritto ad esempio da [[Alessandro Manzoni]] nei suoi ''[[Promessi sposi]]'', oppure se le cause della decadenza non siano da rintracciare nell'Italia stessa.
 
Conducendo un discorso storico-filosofico Croce rileva come non si possa corrompere nessuno che non sia disposto a farsi corrompere per cui</br>
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