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'''Niccolò dell'Isola''' è un personaggio della storia della città dell'Aquila.
 
Nell'ultimo trentennio del [[XIII secolo]], stando al racconto del cronista [[Buccio di Ranallo]], Niccolò di [[Isola del Gran Sasso]] viene chiamato dai cittadini aquilani, dei cui diritti si fa difensore, sia contro l'eccessivo fiscalismo [[Angioini|angioino]], sia contro i soprusi dei [[Barone|baroni]] [[Feudalesimo|feudali]]. Questi, infatti, volevano impedire, a pochi anni dalla fondazione dell'Aquila, ulteriori trasferimenti degli abitanti dei castelli in città. Niccolò, allora, incita i cittadini alla distruzione delle rocche dei baroni,. cheLa distruzione avverrà consotto la sua guida. Ale suoNiccolò, al ritorno in città, viene acclamato Cavaliere del popolo.
 
Ma il re [[Carlo II d'Angiò]], preoccupato del consenso di cui gode Niccolò e della crescita di autonomia della città, manda prima suo figlio e poi il capitano regio Gentile di Sangro con lo scopol'incarico di eliminarlo. Cosa che avverrà con l'aiuto del veleno, lasciando gli aquilani costernati per la sua morte.
 
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