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Da allora, egli è stato chiamato come mediatore per favorire il dialogo in questioni internazionali e quale inviato diplomatico dell'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]]. Chissano è anche il presidente dell'associazione che riunisce gli ex capi di stato e di governo africani (Forum of Former African Heads of State and Government).
 
== Formazione ==
Joaquim Chissano è nato nel villaggio di [[Malehice]], [[distretto di Chibuto]], [[provincia di Gaza]], nell'allora colonia portoghese del Mozambico. Egli fu il primo studente nero de Liceo António de Oliveira Salazar, l'unica scuola superiore della colonia, a Lourenço Marques - oggi [[Maputo]]. A scuola si distinse per le sue qualità di leader e divenne il capo dell'organizzazione studentesca che raccoglieva gli studenti africani. Dopo aver frequentato le scuole della capitale, Chissano andò in [[Portogallo]] per studiare [[medicina]] all'[[Università di Lisbona]]. Per via delle sue attività politiche non ben viste dal governo, egli si rifugiò prima in [[Francia]] e, poi, in [[Tanzania]].
 
== Guerrigliero ==
Negli [[anni 1960|anni Sessanta]], Chissano rappresentò il [[Fronte di Liberazione del Mozambico]] (FRELIMO) in Francia. Qui si distinse per la sua capacità diplomatica volta a mediare tra le diverse anime del movimento. Dopo il periodo francese, Chissano tornò in patria per partecipare attivamente alla guerra di liberazione. Al momento dell'indipendenza, Chissano copriva il ruolo di generalmaggiore. [[Samora Machel]], primo presidente del Mozambico, lo nominò subito ministro degli esteri, portafoglio che conservò per i successivi undici anni.
 
== Presidenza ==
Quando Samora Machel morì in un incidente aereo al confine col [[Sudafrica]], Chissano venne chiamato a sostituirlo alla guida del paese. Egli cercò subito di trovare una soluzione alla [[guerra civile]] che aveva distrutto il paese e che minacciava di bloccare ogni possibile sviluppo per il Mozambico. Chissano riuscì a far accettare una tregua ad [[Alfonso Dhlakama]], capo del movimento di opposizione [[RENAMO]], e di intavolare il negoziato grazie all'intervento della [[Comunità Sant'Egidio]] di Roma e del governo italiano. La pace venne siglata con gli [[Accordi di pace di Roma]], nel 1992.
Alle prime elezioni multipartitiche del [[1994]], Chissano vinse con una larga maggioranza. Lo stesse avvenne nel 1999. Dal 2003 al 2004 egli è stato anche presidente dell'[[Unione Africana]]. Pur potendo presentarsi per un terzo turno, Chissano decise di lasciare la presidenza nel 2005. Il suo successore è [[Armando Guebuza]].
 
== Ruolo internazionale ==
Il [[4 dicembre]] [[2006]], l'allora [[Segretario Generale delle Nazioni Unite]], [[Kofi Annan]], lo nominò Inviato Speciale per il Nord [[Uganda]]. Chissano doveva aiutare il dialogo tra governo ugandese e i ribelli dell'[[Esercito di Resistenza del Signore]] (Lord's Resistance Army). I colloqui si svolgono a [[Juba]], in Sud Sudan.
Il [[22 ottobre]] 2007, Chissano ha ricevuto il Premio per il Successo che la Mo Ibrahim Foundation riserva a leader africani.
[[fi:Joaquim Chissano]]
[[fr:Joaquim Chissano]]
[[gl:Joaquim Chissano]]
[[id:Joaquim Chissano]]
[[io:Joaquim Chissano]]
[[ja:ジョアキン・アルベルト・シサノ]]
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