Ionizzazione chimica a pressione atmosferica: differenze tra le versioni

 
==Meccanismo==
Il campione viene nebulizzato con l'aiuto di un gas ausiliario ([[aria]] o [[azoto]]) e fatto evaporare in una zona fortemente riscaldata per un tempo molto breve: in questo modo i composti termolabili non degradano. Può comunque verificarsi talvolta degradazione termica. Il campione viene poi ionizzato da un ago sottoposto a un voltaggio (circa 2-3 μA) che produce una [[scarica effetto corona]]: dapprima vengono ionizzati i gas ausiliari e si formano gli ''ioni primari'' (il cui tempo di vita è di circa 1 μs), questi ionizzano il solvente formando gli ''ioni reagenti'' (il cui tempo di vita è di circa 500 μs), i quali a loro volta ionizzano il campione. Con questa tecnica non si formano ioni multicarica.
 
In vecchie applicazioni la ionizzazione veniva prodotta da un emettitore di [[radiazione β]]: <sup>63</sup>Ni (''Ni-APCI'').
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