Differenze tra le versioni di "Sanpei Shirato"

m
Bot: piping superfluo nei wikilink
(F, Bio, -br inutili)
m (Bot: piping superfluo nei wikilink)
La produzione di Shirato è davvero sterminata, contando che moltissime sono le storie brevi accanto a quelle di più ampio respiro. Quasi tutto ciò che il maestro ha realizzato, però, è misconosciuto al di fuori dei confini del Giappone, e questo vale soprattutto per la parte occidentale del mondo e per l'Italia: per questo motivo le informazioni a riguardo dei titoli, anche di quelli di maggior rilievo, sono spesso frammentarie e sommarie.
 
In generale, è innegabile che la figura del [[Ninja|ninja]] sia predominante. Shirato ne offre un'interpretazione che si discosta da quella maggiormente diffusa (soprattutto negli anni '70) e che alternava magia e poteri al limite del sovrannaturale a prestazioni erotiche e pruriginose: il mondo dei suoi [[Ninja|ninja]] serve come scenario violento e opprimente per un'analisi crudele ma attenta dei problemi sociali e morali del Giappone contemporaneo. Essi possono incarnare ideali, sia positivi sia negativi, oppure l'animo umano nelle sue contraddizioni, ma è raro che Shirato li dipinga al di fuori di un realismo spesso dai tratti agghiaccianti.
 
Tra le opere ambientate nel mondo dei [[Ninja|ninja]], ricordiamo tra le più importanti ''Ninja Bugeicho'', ''Kaze no Ishimaru'', ''Sasuke'', ''Watari'' e soprattutto il capolavoro del maestro, la lunga saga di Kamui.
 
''Ninja Bugeicho'' racconta le vicende dei contadini che si oppongono allo sfruttamento e alle trame dei vari daimyo locali in quel periodo tormentato e turbolento che è passato alla storia come [[Epoca_Sengoku|epoca Sengoku]]. A guidare la loro resistenza è il [[Ninja|ninja]] Kagemaru, capo del clan di Kage. L'apporto ideologico che impregna la narrazione è evidente, così come è evidente - e in qualche modo unica, considerando il resto della produzione che seguirà - la visione ottimistica del futuro: sebbene i toni dell'opera siano spesso cupi e brutali, il suo epilogo - per quanto triste - si apre alla speranza di un domani migliore che è possibile realizzare attraverso la lotta comune.
 
Del tutto assente questo barlume di speranza, invece, è nella saga più che decennale dedicata a Kamui: la storia del ragazzo che, per sfuggire alla discriminazione sociale, cerca rivalsa diventando [[Ninja|ninja]] e poi, avendo compreso la reale natura sanguinaria e opprimente di quella vita, fugge dal clan attirandosi una vendetta implacabile, è suddivisa in due grossi blocchi, ognuno dei quali dedicato ad un segmento della sua vita. ''Kamui Den'' racconta ciò che accade dall'infanzia di Kamui fino alla sua decisione di ribellarsi; ''Kamui Gaiden'', invece, descrive le peripezie della sua continua fuga. Ma non v'è ideologia positiva tra le sue pagine, solo un amarissimo ripiegamento, un rifiuto nei confronti di una società gretta, meschina e prevaricatrice, accompagnato dallo straziante bisogno di provare fiducia nel prossimo che però viene costantemente tradito. Kamui, diversamente da Kagemaru, non incarna un ideale di lotta positivo che si impegna a combattere il male; Kamui è semplicemente consapevole della mancanza di vie d'uscite, e tuttavia non riesce a liberarsi dalla speranza di trovare pace da qualche parte, un giorno, benché tale speranza si configuri di fatto come un'ottusa illusione, come una chimera manovrata dal più bestiale istinto di sopravvivenza.
 
Di meno si può dire sulle altre serie menzionate. ''Kaze no Ishimaru'' ebbe notevolissimo successo in Giappone, ma a dispetto di questo le informazioni in merito sono scarsissime: a grandi linee, la trama riguarda Ishimaru, un ninja incaricato di difendere una preziosa sfera dalle mani degli uomini di [[Tokugawa_Ieyasu|Tokugawa]], decisi a tutto pur di rubarla perché chiave di un pericoloso segreto. ''Watari'' invece descrive una guerra tra clan di [[Ninja|ninja]], fomentata da un crudele daimyo contro il quale il ragazzino protagonista e suo nonno combatteranno. Quanto a ''Sasuke'', abbiamo di nuovo un protagonista molto giovane che, assieme al padre Ozaru, è costretto a sfuggire alla persecuzione del suo clan da parte dei [[Ninja|ninja]] al soldo di [[Tokugawa_Ieyasu|Tokugawa]]. L'accuratezza storica (come sempre, nelle opere di Shirato) è precisissima, e ricorrono molte figure realmente esistite, anche se comunque il manga si regge più che altro sugli sforzi di Sasuke di crescere come [[Ninja|ninja]] e come uomo. <br />
Tutte queste opere hanno avuto un successo sufficiente a garantire loro una versione animata o cinematografica che le immortalasse. A Kagemaru e ai suoi ninja venne dedicato un film diretto nel 1967 da Nagisa Oshima; ''Kaze no Ishizaru'' divenne una serie animata (sebbene fortemente rimaneggiata nei contenuti) dal titolo ''Shonen ninja kaze no Fujimaru'' (1964). Anche Sasuke e Kamui vennero animati, rispettivamente nel 1968 e nel 1969, e furono le uniche due serie che giunsero anche in Italia (i titoli delle versioni doppiate sono [[Sasuke_-_Il_piccolo_ninja|''Sasuke il piccolo ninja'']] e [[L%27invincibile_Ninja_Kamui|''L'invincibile ninja Kamui'']]). ''Watari'' invece venne trasformato in un film prodotto dalla Disney e diffuso anche in Italia, col titolo ''Watari, ragazzo prodigio''.
 
Non solo di [[Ninja|ninja]], però, è costellata la produzione di Shirato: andiamo dalle opere di carattere mitologico e fiabesco (''Shinwa Densetsu Series''), a quelle dedicate all'universo femminile (''Nyoboshi Series''), dal naturalistico ''Seton Dobutsuki'' allo shojo (''Kieyuku Shojo''). Tra le opere minori conviene ricordare anche ''Akame - The red eyes'', che (unico lavoro, a parte una porzione di ''Kamui Gaiden'') è stata recentemente tradotta e pubblicata in italiano.
 
 
==Stile==
Da un punto di vista grafico,lo stile di Sampei Shirato, influenzato dalla pittura del padre, risulta diverso dal quello del maggiore autore a lui contemporaneo, ovvero [[Osamu Tezuka]]. Questi aveva uno stile ancora "disneyano", ovvero molto tondeggiante, mentre Shirato partorisce un tratto ruvido e adulto, apparentemente grezzo ma conforme alle tematiche trattate. Realismo innanzitutto, questo era il motto non solo suo, ma in generali degli autori di [[Gekiga|''gekiga'']]. Shirato mostra però fin da subito un'irresistibile capacità di resa della dinamicità: le sue tavole e il suo tratto agile - forse grazie all'esperienza accumulata con la pratica del kamishibai - creano spesso l'illusione cinetica. Scenari ariosi e corpi plastici contribuiscono non poco a rendere perfettamente l'idea del movimento, come pochi altri autori sono in grado di fare.<br />
Per quanto concerne i temi, come detto, Shirato si dedica quasi esclusivamente al mondo dei [[Ninja|ninja]]. Le storie di Sampei Shirato narrano ingiustizie e prevaricazioni sociali, in auge tanto nel Medioevo quanto a i giorni in cui scriveva. Accanto a questa produzione maggioritaria, comunque, trovavano spazio anche temi naturalistici e attinti dall'universo del mito e della fiaba.<br />
 
==Voci correlate==
2 961 499

contributi