Differenze tra le versioni di "André Kertész"

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Kertész è il fratello che vede per noi.|Paul Dermeé}}
Acquistò una [[Leica]] nel [[1928]] e insieme a [[Henri Cartier-Bresson]] iniziò a lavorare per la rivista [[''Vu]]'', il cui stile influenzò anche l'americana ''[[Life (rivista)|Life]]''. Nel [[1929]] Kertész partecipò alla prima mostra indipendente di fotografia, conosciuta come il ''Salon de Ll'Escalierescalier'', insieme a Berenice Abbott, [[Laure Albin-Guillot]], [[George Hoyningen-Huene]], GermanieGermaine Krull, [[Man Ray]], [[Nadar]] e [[Eugène Atget]].
 
Nel [[1933]] si presentò per Kertész una buona occasione per dimostrare il proprio lavoro quando la rivista ''Le Souriresourire'' (''Il sorriso'') gli offrì cinque pagine da riempire in piena libertà. Riprendendo il tema delle distorsioni che utilizzò già nel [[1917]] per delle immagini di un nuotatore, Kertész affittò uno specchio deformante da un circo e nel suo studio realizzò una serie di fotografie di due modelle, Hajinskaya Verackhatz e Nadia Kasine. Nasce la serie delle ''Distorsioni'' in cui Kertész cerca di applicare [[Surrealismo|surrealisti]] fini a se stessi, quanto volle intraprendere una ricerca sulle possibilità di deformare il corpo umano, utilizzando la luce come solo lui sapeva fare.
 
===New York===
Interessato alle nuove correnti artistiche americane, decise di accettare l'offerta di Erney Prince dell'agenzia [[Keystone]], trasferendosi insieme alla moglie Elisabeth a [[New York]], nell'ottobre del [[1936]]. allAll'epoca voleva rimanere solo per un anno di contatto, ma poi prolungò la permanenza fino al termine dei suoi giorni. Il lavoro alla Keystone durò solo un anno, poi tornò ad essere un fotografo ''[[freelance]]''. Le sue immagini non erano ben accette nel panorama fotogiornalistico statunitense, il quale richiedeva uno stile più rigoroso e prettamente didascalico. Proponendo il suo lavoro alla rivista [[''Life]]'', Kertész ottenne come risposta che "le sue immagini ''dicevano troppo''".
 
Suo malgrado si adattò al nuovo stile e lavorò come collaboratore per molte riviste, tra cui ''Harper's Bazaar'', ''[[Vogue (rivista)|Vogue]]'', ''[[Town and Country]]'', ''The American House'', ''Coller's'', ''Coronet'', ''[[Look]]''. Nel [[1944]] ottiene la cittadinanza statunitense, nonostante già nel [[1936]] la Francia gli avesse offerto la cittadinanza per meriti artistici, venne sospesa, causa del suo viaggio in America.
 
Seguirono molte mostre personali che gli fornirono prestigio a livello mondiale e pubblicazioni che continuarono a susseguirsi edite dalle principali agenzie fotografiche. Ottenne la laurea honoris causa del [[Bard college]]. Malato e confinato in casa, continuò a fotografare utilizzando un obiettivo [[zoom]] dalla finestra della sua casa affacciata sullasullo [[Washington Square Park]]. Raccolse le foto nel libro ''From my Window'' (1981), dedicandolo alla moglie Elisabeth morta di cancro nel [[1977]].
 
Il [[28 settembre]] [[1985]] André Kertész morì nella sua casa a [[New York]], lasciando più di 100.000 negativi. Nel [[1997]] ad un'asta di Christi's la stampa ''"Pipa e occhiali di Mondrian"'' (1926) fu aggiudicata per 376.500 dollari.
 
== Bibliografia ==
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