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[[File:Gallia Cesare 54 aC png.png|thumb|right|330px|La campagna di [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]] del [[54 a.C.]] in [[Britannia]] (estate) e [[Gallia]] (autunno/inverno).]]
Il giorno seguente i [[Britanni]], che sembravano essersi ritirati lontano dal campo romano, decisero di attaccare a sorpresa le tre legioni e la cavalleria, che ranoerano state inviate, sotto il comando del legato [[Gaio Trebonio]], a fare provviste. I Romani riuscirono a respingere l'attacco nemico, provocandone numerose perdite, tanto da suscitare sgomento nelle truppe di soccorso britanne ed a indurle a ritirarsi. Cesare venuto a conoscenza dell'accaduto decise di passare al contrattacco. Condusse con grande rapidità l'[[esercito romano|esercito]] in direzione del territorio di [[Cassivellauno]], fino al fiume [[Tamigi]], che passò senza dare il tempo al nemico di rendersi conto di quanto stava accadendo. L'attacco romano fu immediato e condotto con tale rapidità che i [[Britanni]], non potendone sostenere l'impeto, abbandonarono la riva del fiume e si diedero alla fuga.
 
Frattanto i [[Trinovanti]], a cui apparteneva un certo [[Mandubracio]], che si era recato da Cesare l'anno prima quando questi era ancora in [[Gallia]], chiesero la restituzione e la protezione del giovane e di loro stessi dal re [[Cassivellauno]]. Il generale romano, restituì il ragazzo, appartenente allo stesso popolo di [[Cassivellauno]], in cambio di 40 ostaggi e del frumento necessario per sfamare l'esercito. A questo primo atto di sottomissione ne seguirono a breve tanti altri da parte dei popoli dei [[Segontiaci]], degli [[Ancaliti]], dei [[Bibroci]] e dei [[Cassi]].
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