Differenze tra le versioni di "Compagnia teatrale"

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Cenni storici
(Cenni storici)
 
In un contratto stipulato con un [[notaio]] di [[Roma]], nel [[1564]], fa la sua prima apparizione una donna: si chiamava Lucrezia di Siena ed era, con molta probabilità, una [[prostituta]]<ref>Il [[Concilio di Trento]] ([[1545]]-[[1563]]), aveva proibito lo svolgersi di [[banchetto|banchetti]] che rappresentavano possibilità di lavoro per le prostitute. Queste furono costrette a mascherare la propria attività, sovente nei panni di attrici. Non rara era la loro presenza nelle compagnie di giro dell'epoca.</ref>. Solamente alla fine del secolo le donne avrebbero preso posto a pieno titolo nelle compagnie teatrali.
 
La compagnia tipica prevedeva due tipi di gestioni: la prima includeva la figura dell'impresario, e in origine lo stesso capocomico svolgeva questa funzione; la seconda, invece, era quella denominata "in sociale", ossia gli stessi attori contribuivano alle spese e ricavavano gli eventuali utili.
 
La compagnia era formata da un vertice costituito da un primo attore e da una prima attrice, affiancati da un primo attore comico e da un caratterista, per completare l'organico di punta. Gli altri ruoli, abitualmente, importanti, per una compagnia tradizionale sono stati quello del genitori nobili, del despota e dell'innamorato sciocchino, il cosiddetto mamo.
 
L'organico di una tipica compagnia era rinforzato anche da tecnici macchinisti, da un suggeritore, da un addetto alla ricerca del materiale indispensabile per la recita, definito il ''trovarobe'' e dal ''poeta di compagnia'', necessario per la stesura dei testi.
 
In [[Italia]], ai tempi napoleonici si diffusero, sulla falsariga del modello francese, compagnie stabili e finanziate dallo Stato, tra le quali si può citare la celebre ''Compagnia di Commedianti italiani ordinari di Sua Maestà Imperiale e Reale''.<ref>''Universo'', De Agostini, Novara, 1964, Vol.IV, pag.25</ref>
 
==Note==
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