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L''''Editto di Restituzione''' venne promulgato da [[Ferdinando II del Sacro Romano Impero|Ferdinando II d'Asburgo]] nel [[1629]] durante la [[guerra dei trent'anni]] per la restituzione dei beni ecclesiastici, secolarizzati dopo il [[1552]], che i protestanti avrebbero dovuto riconsegnare alla [[Chiesa cattolica|Chiesa di Roma]].
 
==L'Editto di Restituzione ''Radix omnium malorum'' ==
===Antefatti===
[[File:editto di restituzione (1).JPG|thumb|left|220px|Copia dell'editto di restituzione]]
L'emanazione dell'Editto si colloca nel contesto del generale andamento sfavorevole dela [[Guerra dei trent'anni (fase danese)|fase danese]] della [[guerra dei trent'anni]] per il fronte protestante. Nella campagna militare condotta dall'[[Unione Evangelica]] nel [[1626]], infatti, si possono distinguere due imprese diverse, che ebbero entrambe esiti sfavorevoli: l’attacco, in collaborazione col principe di [[Transilvania]], contro gli imperiali ad est, e l'avanzata verso sud, dalla Danimarca, contro l'esercito della [[Lega Cattolica (Germania)|Lega cattolica]]. Il progetto orientale non ebbe altra conseguenza che la morte, in un lontano villaggio bosniaco, di [[Ernst von Mansfeld]]. Quanto ai danesi, le gravi sconfitte di [[Battaglia di Lutter|Lutter]] e di [[Battaglia di Wolgast|Wolgast]], furono sufficienti ad affermare la superiorità del Conte di [[Johann Tserclaes, conte di Tilly|Tilly]] e [[Albrecht von Wallenstein|Wallenstein]], ad aprire lo [[Schleswig-Holstein]] all'avanzata dei cattolici, e a togliere ai danesi ogni efficacia nella contesa.
 
Di nuovo la causa protestante era caduta nell'abisso più profondo, e di nuovomentre il completo trionfo imperiale creò forzele premesse, paradossalmente, perché potesse essere frenato dalle conseguenze di reazioneatti destinatee adecisioni limitarloalimentati e frenarlomaturati nel clima dell'andamento favorele del conflitto per la parte cattolica. Nell'esaltazione prodotta dalla vittoria, gli [[Principi elettori|Elettori]] [[Cattolicesimo|cattolici]] concepirono un'idea abbastanza naturale, ma poco saggia, perseguita con conseguenzesviluppi pericolosepericolosi per gli interessi dell'imperatore. Un cospicuo patrimonio ecclesiastico, che comprendeva nella [[Germania]] settentrionale due [[arcivescovato|arcivescovati]] e dodici [[Vescovato|vescovati]], era, sin dal [[1552]], passata dai cattolici ai protestanti. Parte di quest’imponente proprietà era stata spesa degnamente a sostenere la [[Chiesa luterana]]; il resto, assai meno degnamente, a soddisfare le esigenze e il lusso dei principi dell’impero. Tutto questo bottino doveva ora, in virtù dell'editto, ritornare ai suoi antichi proprietari cattolici. Tale decreto ingiuntivo turbò fortemente gli amministratori protestanti, costretti, sotto la tirannica pressione delle truppe di Wallenstein, a cedere una proprietà che da molti anni ormai considerava propria.
 
L’editto era un foglio di sole 4 colonne di testo, pensato e supervisionato dall'imperatore [[Ferdinando II del Sacro Romano Impero|Ferdinando II]] e dalla sua guida spirituale: il confessore gesuita [[Guglielmo Lamormaini]]. In definitiva, esso finì col rappresentare l’inizio della rovina per il suo creatore, tanto era severo e rigido. Venne per ciò definito dagli storici del tempo: “Radix omnium malorum” (la fonte di tutti i mali).
===Prodromi dell'editto, prima stesura e successiva pubblicazione===
[[File:Joseph Heintz d. Ä. 003.jpg|thumb|right|220px|[[Ferdinando II del Sacro Romano Impero]]]]
L’editto era costituito da un foglio di sole 4 colonne di testo, pensato e supervisionato dall'imperatore [[Ferdinando II del Sacro Romano Impero|Ferdinando II]] e dalla sua guida spirituale: il confessore gesuita [[Guglielmo Lamormaini]]. In definitiva, esso finì col rappresentare l’inizio della rovina per il suo creatore, tanto era severo e rigido. Venne per ciò definito dagli storici del tempo: “Radix omnium malorum” (la fonte di tutti i mali).
La prima stesura venne sollecitata durante l’assemblea di [[Muhlhausen]] nell’autunno del [[1627]], convocata per discutere le conseguenze della sconfitta danese. La cosa alla quale inizialmente non veniva dato peso, quasi un anno dopo, si verificò che alcuni importanti vescovi ricordarono all’imperatore, in una lettera congiunta, la promessa fatta di restituire alla Chiesa cattolica ciò che era stato tolto dalla [[Pace di Augusta]] in poi. L’abbozzo preparato, da Ferdinando e Lamormaini, fu inviato per studio e visione agli Elettori vescovi cattolici.
Questi premettero perché lo stesso fosse redatto in forma ancora più dura, che contenesse in pratica un’esplicita lotta al [[calvinismo]], e ad anche la possibilità di un’estensione delle sue norme alle città libere dell’impero. Il documento fu stampato in grande tiratura (ne sono note ben 35 differenti versioni) e distribuito largamente in tutta la [[Germania]]. Fu realizzato in gran segreto e distribuito alle cancellerie di tutta la Germania con preghiera che ne fossero ricavate numerose copie da pubblicare tutte insieme nel marzo del 1629. Per i mesi a venire questo documento dall’apparenza banale scritto con caratteri minuscoli, fu l’argomento principale di ogni dialogo e convenevole.