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Apprese il mestiere da [[Andrea Pisano]] e [[Giotto di Bondone]], con i suoi fratelli [[Jacopo di Cione|Jacopo]], [[Benci di Cione|Benci]] e [[Nardo di Cione]], a loro volta artisti. Anche [[Matteo di Cione]] fu artista, ma di secondo piano.
 
Nel [[1357]] firmò e datò una delle sue opere più importanti, il polittico con ''Cristo in trono e santi'' per la Cappella Strozzi a [[chiesa di Santa Maria Novella|Santa Maria Novella]]. Dal [[1355]] al [[1357]] fu capomastro di [[Orsanmichele]], al cui interno è ancora presente il bellissimo tabernacolo da lui realizzato nella navata destra; da Orsanmichele proviene anche il ''[[Trittico di san Matteo]]'' agli Uffizi (1367-1368 circa), un tempo addossato a un pilastro interno.
 
Collaborò alla fabbrica di [[Santa Maria del Fiore]] e fu, per un biennio, capomastro al [[Duomo di Orvieto]]. Fra le altre opere attribuitegli, resti di affreschi nel [[cappella Tornabuoni|coro di Santa Maria Novella]], la grande ''Crocifissione'' nel refettorio di [[chiesa di Santo Spirito (Firenze)|Santo Spirito]] e frammenti di un ''Trionfo della morte'' nel museo di [[Santa Croce (Firenze)|Santa Croce]]. Di datazione incerta è la ''[[Cacciata del Duca d'Atene]]'' in [[Palazzo Vecchio]].
 
Tra le sue ultime opere, in cui si fa sempre più percettibile l'aiuto del fratello [[Jacopo di Cione|Jacopo]], spiccano la ''[[Pentecoste (Orcagna)|Pentecoste]]'' alla [[Galleria dell'Accademia]] o il ''[[Trittico di san Matteo]]'' agli Uffizi, interrotto probabilmente per la morte del maestro e terminato dal fratello.
 
==Curiosità==
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