Villancico: differenze tra le versioni

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==Caratteristiche==
Lo scrittore e compositore [[Juan del Encina]], nel suo trattato "Arte de Poesía Castellana" è il primo a stabilire che il villancico, grazie alla flessibilità conferitagli dalla varietà dei testi e dei temi, è una composizione principalmente musicale e non deve essere necessariamente basata sul verso tradizionale, mentre [[Díaz Rengifo]], nel suo "Arte Poética" ([[1592]]), definisce il villancico essenzialmente come ''canzone'' e non solo componimento poetico.
Alcune delle caratteristiche [[metrica|metriche]] pressoché comuni tra i vari villancicos, come la curiosa asimmetria tra il verso e la musica, mostrano profondi legami con alcune composizioni monofoniche [[medioevo|medievali]] come il [[virelai]], la [[lauda]], la [[ballata]] o la [[cantigas|cantiga]] (o cántiga). Veri e propri prototipi di villancico appaiono già nella grande collezione di canti popolari e semi-religiosi, le [[Cantigas de Santa Maria]], e la sorprendente corrispondenza delle forme metriche (AA, BBBA) di tali composizioni ci riporta alla forma dello [[zajal]] della cultura arabo-[[Andalusia|andalusa]].
 
Nella forma ''classica'' del villancico, la melodia del canto, sempre privilegiata, è appoggiata ad un basso che regge un buon telaio d’armonie realizzate dalle voci interne; la parte del ''superius'' è, inoltre, generalmente l’unica a cui venga associato un testo, il quale viene seguito dalla melodia in maniera sillabica; le stesse chiuse dei versi corrispondono in genere alle varie [[cadenza|cadenze]]. Il decorso orizzontale s’orienta secondo procedimenti [[musica tonale|tonali]] ''ante litteram'': d’altronde, basti pensare che vi sono villancicos costruiti anche su schemi di danze (notoriamente più vicini, anche in periodo rinascimentale, al linguaggio [[musica tonale|tonale]]), come [[passamezzo]] o [[folía]]. La [[polifonia]] si sviluppa generalmente attraverso l’instaurazione di un sapiente [[contrappunto]] derivato dall’imitazione delle singole frasi musicali tra le varie parti, anche se lo stile omofonico ed omoritmico non è affatto insolito. Il [[metrica|metro]], in genere binario, è occasionalmente accostato a ritmi ternari, mentre il verso è di regola ottosillabico anche se spesso ne vengono interposti di più brevi.
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