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== Le fonti antiche ==
 
La fonte principale per la storia della città è certamente [[Polibio]], che descrive Phoinike come il centro meglio fortificato e più potente dell'[[Epiro]]<ref>Vedi Polibio, II, 6, 8; II, 8, 4.</ref>. Lo storico si dilunga, inoltre, sugli eventi che portarono alla presa della città da parte degli [[Illiri]] e ricorda le continue incursioni dei pirati nei confronti dei mercanti [[italioti]] che frequentavano la zona<ref>Polibio, II, 5; II, 8, 1.</ref>. Sempre Polibio ricorda che, all'inizio della guerra contro [[Filippo V di Macedonia]], alcuni ambasciatori romani contattarono gli abitanti di Phoinike <ref>Polibio, XVI, 27.</ref>. Sempre qui fu firmata [[Pace di Fenice]] del [[205 a.C.]], siglata proprio in questa città tra [[Filippo V di Macedonia]] e i [[Storia romana|romani]] al termine della [[prima guerra macedonica]]. Ancora Polibio riferisce di [[Carope]], che vessava i cittadini, e di un'ambasceria condotta a Roma nel [[154 a.C.]]<ref>Polibio, XXXII, 22 e 24</ref>.
 
Successivamente [[Strabone]], [[Livio]] e [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]] menzionano ancora ''Phoinike'', seppur limitandosi, sostanzialmente, a considerazioni di carattere topografico, da cui si evince che la città sorgeva a poca distanza dal mare, a nord di [[Butrinto]] <ref>Strabone, VII, 324; Tito Livio XXIX, 12; Tolomeo, III, 14, 7</ref>.
Il sito archeologico di ''Phoinike'' era già noto ai viaggiatori dell'[[Ottocento]] ([[William Martin Leake]]), quando [[Luigi Maria Ugolini]], instancabile perlustratore delle antichità dell'[[Albania]], visita per la prima volta l'area: siamo nella primavera del [[1924]] e lo studioso italiano resta impressionato soprattutto dalla maestosità della [[cinta muraria]], ancora conservata per ampi tratti a conferma delle parole di [[Polibio]] <ref>Polibio, II, 6, 8; II, 8, 4</ref>.
 
Le attività di scavo vero e proprio furono limitate a due sole campagne, tra estate e autunno degli anni [[1926]] e [[1927]]. I lavori, sempre condotti con grande attenzione alla documentazione (grazie al prezioso aiuto dell'[[ingegnere]] [[Bologna|bolognese]] [[Dario Roversi Monaco]]) e con una sensibilità [[Stratigrafiascavo (archeologia)#Scavo stratigrafico|stratigrafica]] certo non comune negli scavi di età classica del suo tempo. Le sue ricerche si svolsero principalmente nell'area centrale della città, sulla sommità dell'acropoli dove scavò due cisterne romane, un tempietto ellenistico (da lui definito ''[[thesauròs]]''), una [[basilica]] cristiana e altre strutture ancora. Le sue ricerche si estesero anche alla base della collina, soprattutto sul versante meridionale, dove individuò numerose tombe di età ellenistica e romana.
 
Ugolini lasciò presto ''Phoinike'', trasferendo i lavori della Missione Italiana nella vicina città di [[Butrinto]], dove l'attendevano scoperte certo più in sintonia con le aspettative propagandistiche del regime fascista.
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