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==Passaggio alla cultura greco-romana==
In [[Erodoto]] ''magos'' si riferisce alla casta sacerdotale e tribù dei [[Medi]] (1.101) e dice che sono abili a interpretare i sogni (7.37), ma in seguito il termine può essere usato nella cultura greca per indicare ogni incantatore o mago, ma anche ciarlatani e medicastri, specialmente da filosofi come [[Eraclito]] che avevano un atteggiamento scettico riguardo all'arte dell'incantatore, e nella letteratura comica (''[[Lucio o l'asino]]'' di [[Luciano di Samosata]]). In epoca [[Ellenismo|ellenistica]] ''magos'' iniziò ad essere usato come aggettivo relativo alla magia, come nell'espressione ''magas techne'' "ars magica" (usata per esempio da [[Flavio Filostrato|Filostrato]]).
 
La radice proto-[[indoeuropeo|indoeuropea]] ''*magh-'' sembra abbia espresso il potere o l'abilità, e ha prodotto in [[Lingua greca|greco attico]] ''mekhos'' (cfr. [[meccanica]]) e in [[lingue germaniche|germanico]] ''magan'' ([[lingua inglese|inglese]] ''may''), ''magts'' (inglese ''might'')<ref>Pokorny, ''Indogermanisches Etymologisches Wörterbuch'' s.v. ''magh-''.</ref>.