Differenze tra le versioni di "Epigravettiano"

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== L'Epigravettiano Italico ==
Nelle regioni mediterranee, la tradizione gravettiana si sviluppa per tutto il II Pleniglaciale e per il [[tardiglaciale]], determinando la formazione dei complessi epigravettiani. Questi non sono altro che un prolungamento del Gravettiano, di cui ripropongono i processi di sfruttamento dei materiali litici, la morfologia dei supporti, la tipologia di strumenti e armature, tra i quali compare qualche elemento alloctono. Mentre nella Penisola iberica penetrarono il Solutreano e il Maddaleniano occidentali, determinando la formazione di un complesso solutreano, di complessi detti “Solutreo-Gravettiano”, e del Maddaleniano dell'area pirenaica-cantabrica, le influenze occidentali-atlantiche verso est si arrestarono alla Valle del [[Rodano (fiume)|Rodano]].
 
Nella sequenza epigravettiana italica possiamo distinguere una fase antica, di età pleniglaciale, e una fase recente, di età tardiglaciale. L'Epigravettiano antico si articola in due livelli caratterizzati rispettivamente dalle punte a faccia piana e dalle punte a ''cran''. Le punte a faccia piana somigliano alle punte a faccia piana solutreane: sono ricavate da lame mediante ritocco piatto o semplice, invadente o più raramente coprente la faccia dorsale, talora esteso anche a parte della faccia ventrale, e presentano una cuspide. Le punte a ''cran'' presentano una tacca basale, ottenuta mediante ritocco erto, ed una cuspide ritoccata; la loro analisi funzionale ha dimostrato che si tratta di punte di armi da getto. Questi elementi caratteristici dell'Epigravettiano antico compaiono precocemente nei siti settentrionali, più tardivamente nei siti meridionali della Penisola: si tratta di tipi alloctoni, importati da altre regioni.
La comparsa di determinati tipi non è contemporanea nelle varie regioni né, una volta realizzatasi, diventa un elemento stabile.
 
Nel versante meridionale delle Alpi l'estensione dell'area glacializzata durante l'acme del II Pleniglaciale è marcata dalle morene würmiane, che corrispondono ad un abbassamento del limite delle nevi persistenti fino a 1500-1400 m; lungo le vallate alpine spesse lingue di ghiaccio scendevano sino alla pianura. La regressione marina determinò l'emersione dell'alto [[Adriatico]], che costituiva un'estensione dell'attuale [[pianura padana]]. Nelle regioni tirreniche della Penisola prevalsero condizioni climatiche oceaniche, con paesaggi di steppa arborata a pino, con aree di rifugio della vegetazione mediterranea; le regioni adriatiche furono invece maggiormente esposte alle influenze continentali. Vi si formarono ambienti di prateria montana, di tundra e, nelle fasi più aride e fredde, di steppa di tipo asiatico. [[Calabria]] e [[Sicilia]] costituirono una regione influenzata dal clima mediterraneo. Gli abitati noti si trovano prevalentemente in ripari sotto roccia e all'imboccatura di grotte; i mammiferi di caccia sono rappresentati nelle regioni tirreniche da [[stambecchi]], [[camosci]] (nelle fasi più rigide e aride) e [[cervus|cervi]] (nelle fasi più temperate), nelle regioni adriatiche da stambecchi, cavalli, asini, [[Bos taurus primigenius|uri]].
 
Queste condizioni climatiche persistettero per tutto il II Pleniglaciale e per la prima parte del Tardiglaciale, fino agli interstadi temperati, che videro una modificazione degli ambienti. Conseguentemente alla deglaciazione dell'area alpina, si verificò una risalita delle fasce vegetazionali e delle faune. Dall'area prealpina alcune specie animali migrarono verso le praterie alpine, mentre altre specie si ritirarono all'interno delle vallate, dove nel Postglaciale antico si estinsero; steppe arborate e boschi, che si stavano ampiamente diffondendo, furono popolati da cervi, caprioli e cinghiali. I cacciatori epigravettiani si adattarono alle nuove prede, cacciate nei siti di fondovalle, e penetrarono nell'area alpina, inseguendo le prede tradizionali. Sono di questa età i primi siti epigravettiani di montagna, posti a quote di 1000-1400 m, dove i gruppi si trasferivano durante la stagione autunnale per cacciare lo stambecco.
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