Differenze tra le versioni di "Carl Sagan"

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== Risultati scientifici==
[[File:Sagan large.jpg|thumb|Carl Sagan accanto ad un modello del ''[[lander]]'' delle sonde ''[[Programma Viking|Viking]]''.]]
Il contributo di Sagan fu essenziale alla scoperta delle alte temperature della superficie del pianeta [[Venere (astronomia)|Venere]]; secondo Sagan la superficie di Venere era secca ed estremamente calda, contrariamente all'immagine di un piacevole paradiso che altri pensatori avevano immaginato.<br />
Avendo studiato le emissioni radio da Venere Sagan concluse che sul pianeta vi era una temperatura superficiale di circa 500 °C, risultato confermato nel 1962 dalla sonda [[NASA]] [[Mariner 2]], al cui progetto lo stesso Sagan lavorò.
 
Sagan fu tra i primi ad ipotizzare che una delle lune di [[Saturno (astronomia)|Saturno]], [[Titano (astronomia)|Titano]], poteva possedere oceani di composti liquidi in superficie, e che [[Europa (astronomia)|Europa]], una luna del pianeta [[Giove (astronomia)|Giove]], poteva possedere oceani d'acqua liquida al di sotto di una crosta di ghiaccio. Questo potrebbe fare di Europa un mondo potenzialmente sede di forme di vita.<ref>Gran parte delle ricerche di Sagan nell'ambito della scienza dei pianeti è riassunta da William Poundstone. La biografia di Sagan ad opera di Poundstone include una lista di 8 pagine degli articoli scientifici di Sagan pubblicati dal 1957 al 1998. Informazioni dettagliate relative al lavoro scientifico di Sagan derivano dai principali articoli di ricerca. Esempio: Sagan, C., Thompson, W. R., and Khare, B. N. ''[[Titan: A Laboratory for Prebiological Organic Chemistry]]'', Accounts of Chemical Research, volume 25, page 286 (1992). Un commento a questo articolo circa Titano è reperibile in [http://www.daviddarling.info/encyclopedia/T/Titanprebiotic.html The Encyclopedia of Astrobiology, Astronomy, and Spaceflight].</ref>
L'esistenza sotto i ghiacci di Europa di un oceano d'acqua è stata in seguito indirettamente confermata dalla sonda [[Sonda Galileo|Galileo]].<br />
Sagan ha inoltre contribuito a risolvere l'enigma rappresentato dalla foschia rossa osservata su Titano, concludendo che è composta di [[Composto organico|molecole organiche]] complesse che piovono sulla superficie della luna di Saturno.
 
Contribuì con ulteriori intuizioni riguardanti le atmosfere di Venere e Giove e il ciclo stagionale su [[Marte (astronomia)|Marte]]. Sagan stabilì che l'atmosfera di Venere è estremamente calda e densa, con pressioni che aumentano progressivamente fino alla superficie.
Considerava inoltre il [[riscaldamento globale]] come una crescente minaccia creata dall'Uomo, assimilabile al naturale sviluppo di Venere in un pianeta rovente, ostile alla vita, attraverso un [[effetto serra]] sfuggito al controllo.<br />
Sagan e il suo collega Edwin Ernest Salpeter della [[Cornell University]] specularono riguardo la possibilità di [[Giove (astronomia)#Possibilità di sostenere la vita|vita nelle nubi di Giove]], data la composizione della densa atmosfera del gigante gassoso, ricca di molecole organiche.
Dallo studio della variazione osservata nella colorazione della superficie di Marte concluse che questa variazione non era stagionale o dovuta al ciclo di qualche vegetazione come molti credevano, quanto piuttosto da spostamenti della polvere superficiale causata da tempeste di sabbia.