Differenze tra le versioni di "Riflessione diffusa"

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(sposto contenuto in riflessione speculare)
[[File:Lambert2.gif|thumb| Riflessione diffusa e [[Riflessione speculare|speculare]] da una superficie lucida, per esempio marmo bianco levigato.|300px]]
La '''riflessione diffusa''' della luce da parte di una superficie è una [[riflessione (fisica)|riflessione]] non speculare, in cui cioè un raggio di luce che incide sulla superficie non viene rimandato indietro ad un angolo determinato, ma viene diffuso su tutte le direzioni. Gran parte degli oggetti che vediamo tutti i giorni riflettono diffusamente la luce, tanto che si può dire che la riflessione diffusa è di gran lunga il meccanismo più importante con cui gli oggetti si rivelano al nostro occhio.
 
 
===Riflessione mista===
Se un oggetto diffondente ha una superficie microscopicamente regolare, si possono avere contemporaneamente sia riflessione diffusa che [[Riflessione speculare|speculare]], come gli oggetti lucidi ''non metallici'': un piatto di ceramica, un mobile laccato, una ciliegia, un marmo levigato. Un oggetto bianco lucido in genere riflette non più del 5 o 10% della luce, e diffonde tutto il resto.
 
== Il colore degli oggetti ==
La diffusione, anzi, condiziona fortemente il colore degli oggetti, perché determina il cammino medio che la luce percorre nel materiale prima di uscirne e, quindi, quanto saranno assorbite le varie lunghezze d'onda<ref>P. Kubelka, F. Munk. ''Ein Beitrag zur Optik der Farbanstriche'', Zeits. f. Techn. Physik, (12):593–601, 1931, vedi anche [http://web.eng.fiu.edu/~godavart/BME-Optics/Kubelka-Munk-Theory.pdf ''The Kubelka-Munk Theory of Reflectance'']</ref>. L'inchiostro rosso sembra nero, finché è nella sua boccetta: il suo colore vivo lo si vede solo quando lo mettiamo su una superficie che diffonde la luce (la carta). Questo avviene perché la luce che incide sulla carta entra in essa e cammina tra le sue fibre (e nell'inchiostro) solo per una frazione di millimetro, e attraversa quindi poco inchiostro, prima di uscirne. La luce che ci viene dalla boccetta, invece, ha percorso centimetri nell'inchiostro, e ha perso tutte le lunghezze d'onda, anche il rosso.
 
E, se il materiale ha riflessione sia diffusa che speculare, di solito solo quella diffusa è colorata: una ciliegia riflette diffusamente il rosso, assorbe gli altri colori ed ha una [[riflessione speculare]] che è sostanzialmente bianca. E questo è un fatto generale: tranne che per i metalli, di regola la riflettività dei materiali dipende dalla differenza tra il loro [[indice di rifrazione]] e quello dell'aria. L'indice di rifrazione può cambiare con il colore (ed è questo che causa la [[dispersione cromatica]] da parte di un [[prisma]]), ma non molto, per cui tutti i colori sono riflessi all'incirca con la stessa intensità.
I riflessi dovuti ad altre cause possono invece essere colorati: quelli metallici, appunto, (oro, rame), quelli [[Interferenza (fisica)|interferenziali]] ([[:en:Iridescence|iridescenze]], penne di pavone, ali di farfalle, [[elitre]] di [[coleotteri]], [[:en:Anti-reflective coating|rivestimenti antiriflesso]] di lenti)