Differenze tra le versioni di "Modernizzazione"

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Il termine '''modernizzazione''' indica l'insieme dei processi di cambiamento e mutamento su larga scala che investe una determinata [[società (sociologia)|società]], trasformando profondamente le sue strutture e i suoi modelli di [[organizzazione sociale]].
 
Questo [[concetto]] si riferisce in modo più specifico alla tendenza, della società interessata da questi processi, ad acquisire le caratteristiche [[economia|economiche]], [[politica|politiche]], sociali e [[cultura]]li considerate proprie della [[modernità]], che rispecchiano quindi aspetti riguardanti soprattutto l'[[individualismo]] e il [[razionalismo]]. Tanto per estensione che per intensità, le trasformazioni legate alla modernità appaiono più profonde della maggior parte dei mutamenti avvenuti nelle epoche precedenti.
La teoria della modernizzazione nasce e si sviluppa negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] nel [[anni 1950|periodo postbellico]] per studiare i problemi e le difficoltà delle società più arretrate e proporre quindi strategie di crescita economica e stabilità politica. Lo sviluppo della teoria è influenzato da due avvenimenti storici fondamentali e di grande portata: la [[decolonizzazione]] e la [[guerra fredda]] tra le due superpotenze [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] e [[Unione Sovietica]], le quali cercavano entrambe di attirare nella propria sfera di influenza gli stati neodipendenti decolonizzati.
 
Per modernizzazione, sotto il profilo economico si intende generalmente un sistema di [[produzione industriale]] che applica tecnologie a base [[scienza|scientifica]], sostituisce il [[Lavoro (economia)|lavoro]] umano e animale con [[energia]] [[Energia meccanica|meccanica]], sviluppa una complessa [[divisione del lavoro]] che esprime una gerarchia di competenze specialistiche acquisite in processi formali di istruzione, e comporta un esteso consumo e commercializzazione dei beni e servizi in un [[mercato]] tendenzialmente [[globalizzazione|globale]]. Si sviluppa rispetto al passato enormemente la [[divisione del lavoro]] in una pluralità di ruoli occupazionali e professionali differenziati, che richiedono capacità, competenze e addestramento specifici. Il lavoro [[agricoltura|agricolo]], assolutamente prevalente nelle società tradizionali, diminuisce progressivamente all'aumentare nell'[[industria]] e del settore [[settore terziario]], ciò comporta una gamma sempre più ampia di ruoli professionali che richiedono competenze e conoscenze in continua evoluzione.
 
I processi di sviluppo economico e modernizzazione di una società, secondo la "[[teoria degli stadi]]" di [[Walt Whitman Rostow]], si verificano in ogni Paese attraverso diversi stadi di sviluppo. Questi stadi partono dalla cosiddetta società tradizionale, cioè una società nella quale la stragrande maggioranza della popolazione opera nel settore primario in un'economia di sussistenza e [[autoconsumo]] basata su rapporti di reciprocità e ridistribuzione, imperniata da una cultura dominata dal [[fatalismo]] e dal [[familismo amorale]]. In seguito da questo primo stadio si passa al secondo che è caratterizzato dalla crescita massiccia dell'[[industrializzazione]], la quale in seguito viene a sua volta soppiantata dalle attività terziarie in un contesto dominato da un'economia integrata basata su legami di interdipendenza.
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