Differenze tra le versioni di "Gens Veturia"

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Da questa suggestiva tradizione alcuni studiosi traggono due considerazioni: in primo luogo che il nome stesso di Mamurio Veturio (per la presenza del cognome in età arcaica) costituisca un chiaro indizio della sua origine sabina; in secondo luogo che tale origine possa spiegare i suoi ottimi rapporti con Numa Pompilio, che dapprima gli manifestò la massima fiducia affidandogli il prezioso Ancile per eseguirne le copie; per giunta a lavoro ultimato Numa gli accordò l’alto onore di essere ricordato nel Carmen Saliare. Questi elementi costituirebbero dunque per gli studiosi degli indizi convincenti a sostegno della tesi circa l’origine Sabina della ''gens Veturia''.
 
Sembra inoltre che i ''Veturii'' abbiano avuto uno stanziamento o comunque un rapporto abitativo con la città di ''[[Praeneste]]'' (l’odierna [[Palestrina]]), indove cuisi è stata rinvenutatrova una tomba del VII sec. a.C. chein riportacui inè epigrafestata lrinvenuta un'iscrizione delriportante il nome famigliare ''Votusia'', forma arcaica per ''Veturia''.
 
La ''gens Veturia'' si divise in diversi rami quali i ''Crassi'', i ''Gemini'', i ''Cicurini'', i ''Calvini'' ed i ''Filoni'', i cui membri ricoprirono importanti [[Magistratura (storia romana)|magistrature]], dal V sec. a.C. in poi.
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