Differenze tra le versioni di "Petrignano del Lago"

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===Poste del Chiugi===
[[File:G. Traversi - Margherita da Cortona.JPG|thumb|150px|right|Margherita da Cortona]]
Fu proprio in questi luoghi che, nell'estate del [[1272]], ebbe luogo la vicenda giovanile di [[Margherita da Cortona]], che in fuga dalla famiglia originaria di Laviano, si recò penitente a Cortona dopo la morte del suo seduttore. La tradizione agiografica posteriore identificò il seduttore di Margherita in Raniero (anagramma di Arsenio), ricco mercante di [[Montepulciano]], rimasto ucciso nei boschi di Petrignano in seguito ad un agguato provocato dalle faide [[Guelfo]]-[[Ghibellino|Ghibelline]] dell'epoca.<ref>L. Pagnotti, ''Margherita'', ed. Paoline, Milano, pagg. 58-59, 1993</ref> Nelle contese tra Cortona e Perugia, le [[villa|ville]] di Petrignano, Valiano e Laviano rimasero sotto il controllo della famiglia Pecora, protetta e remunerata dal comune di Perugia con la proprietà della tenuta di Valiano. Essa fu assegnata ai fratelli Jacopo e Niccolò, promossi "Cavalieri" grazie all'aiuto prestato all'esercito dei perugini durante la guerra tra Perugia e [[Siena]], conclusasi con la pace del [[1359]], dopo la [[Battaglia di Torrita]].<ref>M. Borgogni, ''La guerra tra Siena e Perugia'', Ed. Cantagalli, Siena, p. 92, 2003.</ref>
Nel [[1389]] Petrignano, Valiano e Laviano vennero annoverate ufficialmente nell'elenco delle 14 [[Poste del Chiugi]], (territorio sud-occidentale del Trasimeno) e dopo numerosi saccheggi ad opera delle [[Compagnie di Ventura]], rimasero appannaggio di [[Braccio da Montone]] fino al [[1424]], anno della sua morte.<ref>C. Regni, ''Braccio da Montone'', Città Nuova P.A.M.O.M, p. 143, Roma, 1993.</ref>
 
=== Valiano nei confini della Toscana ===
[[File:Pala-sant-onofrio luca-signorelli.jpg|thumb|150pX100pX|right|Sant'Onofrio in Perugia con il vescovo J. Vagnucci]]
[[File:FI innocenti.05.JPG|thumb|left|Firenze - Spedale degli Innocenti]]
 
Nella confinazione della Chiana effettuata nel [[1445]] da [[Cosimo il Vecchio]] per conto della [[Repubblica Fiorentina]], la posta di Valiano risultò proprietà della famiglia [[Jacopo Vagnucci|Vagnucci]] di Cortona, insieme allo [[Spedale degli Innocenti]], entrambi subentrati nella successione di Giovanni dei Pecora.<ref>G. Del Corto, ''Storia della Val di Chiana'', Ed. A. Forni, Bologna, pagg. 126-27, 1985.</ref> Già il prelato [[Jacopo Vagnucci]], cortonese di modeste origini, favorito nella carriere ecclesiastica dallo zio Niccolò, priore della [[Certosa di Firenze]], era entrato nella stima del cardinale [[Tommaso Parentuccelli]], futuro [[papa Niccolò V]].
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel territorio del Trasimeno, già sotto [[Martino V]], le poste del Chiugi, appaltate in precedenza da Braccio da Montone erano tornate sotto la giurisdizione dello [[Stato Pontificio]] e papa Niccolò V, nel [[1453]], dopo aver mutato la posta di Petrignano in [[Feudo|feudo nobiliare pontificio]], la concesse in [[enfiteusi]] al vescovo di Perugia Jacopo Vagnucci, promosso con grande ''onore, festa e trionfo'', governatore di [[Bologna]].<ref>G. Mancini, ''Cortona nel Medioevo'', Ed. Calosci, Cortona, pagg. 336-33, 1992.</ref>
===Itinerario di religiosità ===
{{Vedi anche|Congregazione Benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto}}
Con questa nuova concessione feudale i [[Jacopo Vagnucci|Vagnucci]], già proprietari di molti beni in Valiano, divennero anche usufruttuari degli immobili petrignanesi riconducibili nel passato alla tragica vicenda di Margherita da Laviano, come già accennato. La diffusione del culto della venerata Margherita in auge in Cortona, era divenuto ormai da tempo un fenomeno di grande rilevanza popolare. Per la famiglia Vagnucci, di modeste origini, l'appropriarsi di quel mito ricompensava il canone enfiteutico e diventava motivo di prestigio e di accrescimento del consenso popolare. Con l'investitura feudale, i fratelli del Vescovo di Perugia, Pietro, Onofrio, Tommaso, e Bartolomeo Vagnucci ascesi nel rango nobiliare, provvidero al restauro della villa in località [[Valiano|Palazzi]], (tra Petrignano e Valiano), dove la tradizione popolare indicava la casa di villeggiatura di Margherita e Raniero ed ancor oggi, nella facciata della villa, si nota lo stemma della famiglia Vagnucci: un orso coronato che con la zampa stringe un ramo con tre rose.<ref>A. Della Cella, ''Cortona Antica'', Ed. LU.NO, Cortona, p. 265. 1979.</ref> Nel [[ 1488]], al termine della enfiteusi Vagnucci, papa [[ Innocenzo VIII]] concesse il feudo di Petrignano al [[Priore|priore]] cortonese [[Bourbon del Monte Santa Maria|Ranieri Petrella]] ed al suo fratello Pietro. Verso la fine del secolo XV, nelle ville di Pozzuolo e Petrignano fecero la loro comparsa i [[Olivetani|Monaci Benedettini Olivetani]] che, già stanziati nel monastero di [[San Secondo]] dell'[[Isola Polvese]] fin dal [[1482]], si stabilirono anche nella terra ferma, nei dintorni del Trasimeno. Nel [[1495]] la bolla di [[Alessandro VI]] affidò agli Olivetani la chiesa della Madonna del Giglio (oggi ridotta ad edicola sulla salita di Pozzuolo) e, nei pressi di Petrignano, la chiesa di Santa Maria dei Pini (dmolita nel 1854) e la chiesa di [[Sant'Ansano]].<ref>R. Serafini, ''Op, Cit,'' p. 350</ref> In quel periodo, i documenti conservati nell'archivio vescovile di [[Città della Pieve]], riportano la relazione di un episodio miracoloso verificatosi nella campagna di Petrignano.
====Il miracolo della Madonna dell'Acqua====
{{quote|Una donna di [[Montalcino]], trovandosi occasionalmente nei pressi di Petrignano, nelle vicinanze di una sorgente d'acqua, le sembrò di vedere una "Signora" vestita di bianco che le disse di essere la [[Maria (madre di Gesù)|Madonna]] che richiedeva la costruzione di un altare.}} Quel luogo divenne meta di continui pellegrinaggi e le cospicue offerte votive permisero la costruzione di una piccola chiesa e successivamente di un santuario intitolato a "Santa Maria dell'Acqua" o di "Spinalbeto" (demolito nel 1804).<ref>R. Serafini, ''Ibidem''</ref>
[[File:Monteoliveto panoramma 33.jpg|thumb|200px|left|[[Abbazia di Monte Oliveto Maggiore]]]]
{{quote|Una donna di [[Montalcino]], trovandosi occasionalmente nei pressi di Petrignano, nelle vicinanze di una sorgente d'acqua, le sembrò di vedere una "Signora" vestita di bianco che le disse di essere la [[Maria (madre di Gesù)|Madonna]] che richiedeva la costruzione di un altare.}}
Quel luogo divenne meta di continui pellegrinaggi e le cospicue offerte votive permisero la costruzione di una piccola chiesa e successivamente di un santuario intitolato a "Santa Maria dell'Acqua" o di "Spinalbeto" (demolito nel 1804).<ref>R. Serafini, ''Ibidem''</ref>
=== Contea Passerini ===
[[File:Silvio Passerini.jpg|thumb|150 px|Il cardinale Silvio Passerini]]
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