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|Nazionalità =
|Categorie = no
|FineIncipit = fu il sesto [[marchese d'Ivrea]] e [[re d'Italia]], con il padre [[Berengario II]], dal [[950]] al [[962]] (dal [[951]] in contrapposizione al re di [[Germania]], [[Ottone I del Sacro Romano Impero|Ottone I]])
}}
 
Adelaide, nel [[951]], riuscì a scappare e, in agosto, con l'aiuto del vescovo di [[Reggio nell'Emilia|Reggio]], a rifugiarsi nell'inespugnabile castello di [[Canossa (famiglia)|Canossa]], presso il conte Adalberto-Atto, vassallo del vescovo di Reggio.
 
Nel settembre dello stesso anno, [[Ottone I del Sacro Romano Impero|Ottone I]] di Sassonia scese in [[Italia]] per sostenere i diritti di Adelaide, e giunse a Pavia senza incontrare alcuna resistenza.<br />Mentre Adalberto e [[Berengario II]] si rifugiavano in uno dei loro castelli, Ottone, a [[Milano]], assunse il titolo di ''rex francorum et longobardorum'', dopo aver sposato Adelaide, vedova del re d'Italia e chiese a [[papa Agapito II]] di incoronarlo [[imperatore]].<br />A seguito del rifiuto del papa, dopo aver conquistato solo una parte del regno d'Italia, Ottone, nel febbraio del [[952]], tornò in Germania, lasciando il proprio genero, il duca di Lorena, [[Corrado il Rosso|Corrado]], a continuare la guerra contro Adalberto e Berengario, che ben presto vennero a patti con Corrado.<br />Alla dieta di Augusta (agosto 952), Adalberto e suo padre [[Berengario II]] vennero confermati nell'investitura regia, come vassalli di Ottone, dovendo però cedere al fratello di Ottone, il duca di [[Baviera]], [[Enrico I di Baviera|Enrico I]], le marche di [[Verona]], del [[Friuli]] e dell'[[Istria]].
 
Rientrati in Italia, Adalberto e il padre misero sotto assedio, ma senza risultato, il conte Adalberto-Atto e Berengario e la moglie Willa III si vendicarono dei nobili e soprattutto degli ecclesiastici che li avevano traditi.
Nel [[959]], constatato che il ducato di Spoleto non era più un sostenitore leale, Berengario attaccò Spoleto e ne scacciò il duca, [[Teobaldo II di Spoleto]], mentre Adalberto metteva a sacco il territorio romano, riducendo a mal partito [[papa Giovanni XII]], che nel [[960]], inviò una delegazione in [[Germania]] per sollecitare l'aiuto di Ottone.<br />Nell'agosto del [[961]], chiamato da [[papa Giovanni XII]], Ottone scese nuovamente in [[Italia]] e, mentre Adalberto cercava di organizzare una resistenza a nord di Verona, Berengario, dopo aver incendiato il palazzo reale di Pavia, fuggì e si asserragliò nella fortezza di [[San Leo (Italia)|San Leo]].<br /> Adalberto tradito dalla quasi totalità di conti e vescovi, dovette fuggire di fronte all'avanzata di Ottone, che entrò in Pavia, dove, dopo aver deposto formalmente dal titolo regale Adalberto e Berengario, fu incoronato re d'Italia, mentre il figlioletto, [[Ottone II|Ottone]] (rimasto in Germania), fu acclamato coreggente.<br />Ottone proseguì per Roma, passando da [[Ravenna]], perché il marchesato di Toscana era rimasto fedele a Adalberto e Berengario, e, il 2 febbraio [[962]], fu incoronato Imperatore da Giovanni XII.
Ritornando verso nord attaccò il marchese di Toscana, [[Uberto di Spoleto|Uberto]], lo sconfisse e lo esiliò, poi attaccò Adalberto ,asserragliato coi fratelli, [[Guido d'Ivrea]] e [[Corrado d'Ivrea]] e la madre, Willa III, nella regione dei laghi. Adalberto fuggì a [[Frassineto|Fraxinetum]] nel sud della [[Francia]] che a quel tempo era sotto il dominio [[saraceni|saraceno]] e da lì raggiunse la [[Corsica]].<br />La madre invece fu costretta ad arrendersi, nel castello vicino al [[lago d'Orta]] e le fu permesso di raggiungere il marito, Berengario II a San Leo, mentre Guido, col fratello Corrado, si sottomise e riebbe la marca d'Ivrea.<br /> Caduta San Leo nel [[963]] Berengario fu arrestato ed esiliato a [[Bamberga]] assieme alla moglie Willa.
 
Adalberto rientrò in Italia nel [[965]], dopo la partenza di Ottone I e cercò di fomentare una ribellione, ma venne sconfitto dal duca di Svevia, [[Burcardo III di Svevia|Burcardo III]], inviatogli contro dall'imperatore Ottone I e non gli riuscì di reimpossessarsi della marca d'Ivrea<ref>La marca d'Ivrea, vacante, in quello stesso [[965]], per la morte del fratello [[Guido d'Ivrea|Guido]] invece finì a suo fratello [[Corrado d'Ivrea|Corrado]] che si era sottomesso ad Ottone I.</ref>.
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