Condizione necessaria e sufficiente: differenze tra le versioni

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==Una possibile descrizione alternativa==
 
A chiarire i medesimi concetti, potrebbe essere utile la seguente loro descrizione alternativa, che appare meglio corrispondere alall'utilizzo che se ne fa nel "sensolinguaggio comune".
 
Va precisato prima di tutto il contesto in cui è lecito introdurre il concetto di "condizione". Si intende che sia stato specificato un "universo" non vuoto U di riferimento, al quale faranno capo tutti gli "individui" (o gli "oggetti", o le "cose") di cui si sta parlando in generale, più un determinato sottoinsieme, vuoto o non vuoto, A di U, che conterrà tutti quegli individui di cui si sta parlando in particolare. Si contempla pure il caso che A possa essere vuoto non perché si suppone che si voglia discettare ... del nulla, ma perché si potrebbe voler discutere di individui che ancora non si sa se esistano oppure no.
La cautela di fronte al caso delle condizioni vuote ha il proprio fondamento nella circostanza che una qualsiasi assurdità può essere interpretata come una definizione nominalistica dell'insieme vuoto (che in quanto tale sembrerebbe avere un maggior numero di definizioni nominalistiche di qualsiasi altro insieme), e che risulta quanto meno bizzarro per l'uso comune del concetto considerarla una condizione sufficiente per gli elementi di un qualsiasi insieme non vuoto A.
 
Si osservi anche che, secondo l'approccio alternativo appena illustrato, non sussiste la sorta di "simmetria" tra condizioni necessarie e sufficienti, che invece risulta in conformità al primo punto di vista descritto nella presente voce. IlI ruoloruoli tra ladella condizione C e ldell'insieme A sono infatti qui nettamente differenziati. Per esempio, nel caso di condizioni C necessarie per un insieme A che potrebbe risultare anche vuoto (secondo un diverso punto di vista, ed in parole povere, "A" fungerebbe inversamente da "condizione sufficiente" per X(C), ma è stato proposto per la definizione di sufficienza di una condizione vuota qualche accorgimento supplementare che evitasse affermazioni manifestamente paradossali), sembra opportuno accettare invece tutte tali condizioni, sia vuote sia non vuote, dal momento che l'interesse attuale è centrato sulla conoscenza dell'insieme A, non dell'insieme X(C), ed attraverso la determinazione di alcune di siffatte condizioni necessarie per A si può arrivare a saperne di più, al limite a dover constatare appunto che A è necessariamente privo di elementi.
 
In conclusione, si può ritenere che, tutte le volte che in un qualsiasi "discorso" si utilizzano i concetti di condizione, necessaria, sufficiente, etc., si ha in mente (per lo più sottintesa, ma di immediata esplicitazione dietro richiesta) una corrispondenza di tipo "logico generale" con quanto sopra detto: altrimenti, si porta avanti un'argomentazione terminologicamente imperfetta.
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