Villancico: differenze tra le versioni

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Il termine, diminutivo di ''villano'' (contadino), appare per la prima volta alla fine del [[XV secolo]] ed indica una particolare forma di composizione musicale e poetica consistente in numerose [[strofa|strofe]] (''coplas''), unite da un [[ritornello]] (''estribillo'').
Generalmente non basato su testi poetici, il villancico visse il suo massimo splendore tra [[XV secolo|XV]] e [[XVI secolo]]. Almeno in una prima fase, tra gli argomenti preferiti, un posto di riguardo spetta all’[[amore cortese]], ma i villancicos potevano anche muovere da precise occasioni storiche, rendere omaggio ad una città o ad un personaggio illustre, oppure commentare comuni avvenimenti di corte, senza contare le innumerevoli composizioni di argomento sacro, comunque mai in [[lingua latina|latino]].
 
A partire dalla seconda metà del [[XVI secolo]], il villancico iniziò ad evolversi, venendo ad essere fortemente influenzato dallo stile italiano, ed autori come [[Juan Vásquez]], seppero unire il suo stile popolaresco all’eleganza del [[madrigale]], tramite alcuni accorgimenti: l’''estribillo'' fu ampliato e spesso la ''copla'' venne fusa ad esso senza soluzioni di continuità tra una e l’altra sezione; i testi si fecero più ricchi di ornamenti, anche se il gusto popolare non scomparve.
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