Differenze tra le versioni di "Indice di Sharpe"

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Sebbene sia largamente impiegato nella prassi, e fornisca una giustificazione immediata al modello di equilibrio di riferimento per i mercati finanziari, il [[CAPM|Capital Asset Pricing Model]], l'indice di Shapre non è immune da critiche.
 
In primo luogo, è possibile obiettare circa le stesse variabili che figurano nell'espressione sopra; in generale è difficile valutare il rendimento di un [[portafoglio]] di titoli. Risulta inoltre poco chiaro cosa effettivamente rappresenti il [[tasso d'interesse privo di rischio]]; nella prassi, <math>\ R_fr_f</math> è rimpiazzato dal rendimento di [[titolo di Stato|titoli di Stato]] caratterizzati da bassa rischiosità (ma ciò non ha, in linea di principio, alcun fondamento teorico). Una estesa letteratura, d'altra parte, ha affrontato il problema della stima della [[varianza]] di un portafoglio di titoli, a partire dalla quale <math>\ \sigma_{P}</math> è calcolata. Nell'ambito dell'[[econometria]] delle [[serie storiche]] si sono affermati ad esempio i modelli [[ARCH|ARCH e GARCH]] (univariati e multivariati); nella letteratura più propria della [[finanza]], così come nella prassi dei mercati, si fa spesso ricorso alla cosiddettà [[volatilità implicità]], ovvero la volatilità che è possibile derivare dal prezzo delle [[opzione (finanza)|opzioni]] sui titoli che compongono il portafoglio, in base al noto [[modello di Black-Scholes-Merton]]; sono inoltre stati proposti diversi modelli proprietari.
 
Si è inoltre discusso circa la validità dell'indice di Sharpe in sé come adeguata misura di rendimento corretto per il rischio di un portafoglio di titoli; questo tipo di argomentazione è proprio della letteratura sulla ''[[asset allocation]]''. Niente infatti implica che il rischio, un concetto per sua natura soggettivo, debba coincidere con la [[varianza]] (o, in maniera equivalente, con la [[deviazione standard]]) del rendimento; questo tipo di obiezione è analogo a quelle mosse alla teoria della [[frontiera dei portafogli]] con preferenze di tipo [[media]]-[[varianza]]. La riflessione sull'idoneità dell'indice di Sharpe a rappresentare le preferenze degli operatori finanziari ha portato allo sviluppo di misure di performance alternative, quali l'[[Indice di Sortino]] o la ''[[Upside potential ratio]]''.
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