Differenze tra le versioni di "Erich Linder"

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{{F|biografie|febbraio 2011}}
{{Bio
|Nome = Erich
 
==Biografia==
Immigrato in Italia prima della seconda guerra mondiale per motivi di lavoro del padre , frequentò la scuola ebraica di Via Eupili. Durante la guerra riuscì a farsi passare per altoatesino e a "collaborare" per circa un mese con i tedeschi, per poi riuscire a raggiungere l'esercito alleato con cui rimase sino alla fine della guerra. Dopo la guerra frequentò senza concludere gli studi la facoltà di lettere, collaborò con le [[Edizioni Comunità]] di [[Adriano Olivetti]] e in seguito con la casa [[editrice Bompiani]], per poi assumere la guida della [[Agenzia Letteraria Internazionale]], già fondata nel [[1898]] da [[Augusto Foà]]. Sotto la guida di Erich Linder l'Agenzia Letteraria Internazionale divenne tra le più importanti agenzie letterarie al mondo, e forse la più importante in Europa. Erich Linder fondò succursali anche in [[Francia]] e [[Svizzera]], succursali che poi alla morte di Linder divennero indipendenti.
 
Sposò [[Mariella Villaroel]] (Catania 1923 - Zurigo 1979), figlia del poeta [[Giuseppe Villaroel]]. Alla morte di Linder, avvenuta nel 1983 per infarto cardiaco, l'Agenzia Letteraria Internazionale fu dapprima rilevata dal figlio Dennis, che cedette nel 1988 la quota della società ereditata dal padre a Donatella Barbieri (sorella di [[Tiziano Barbieri]], EdioreEditore a Milano). Nell'estate 2008 una quota di maggioranza dell'Agenzia Letteraria Internazionale è stata a sua volta ceduta a [[Chiara Boroli]] (della famiglia cui fa capo la [[Casa Editrice De Agostini]]).
 
Come scrisse un autore dell'agenzia, [[Giordano Bruno Guerri]], "il merito grande di Linder era [...] di avere tre teste, come Cerbero: quella dell’autore, quella dell’editore e quella del lettore, e di saperle usare, di volta in volta, insieme o disgiunte, magnifico mostro. [...]Curiosissimo di tutto, a tutto attento, la sua conversazione asciutta spaziava su ogni campo, con vertiginosi slanci di ironia e diumorismodi umorismo, e le sue ragioni erano incrollabilmente poggiate su pilastri inamovibili: giustizia, realismo, preparazione, razionalità”
 
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