Differenze tra le versioni di "Capocomico"

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nel teatro del [[XIX secolo|XIX]] e prima parte del [[XX secolo]] assunse spesso anche le competenze dell'imprenditore teatrale: a suo carico vi era infatti anche la gestione contrattuale e finanziaria (se non perfino legale) dell'intera produzione teatrale.
 
Tra gli incarichi più particolari il capocomico francese già verso la fine del [[Cinquecento]] rivolgeva al pubblico il cosiddetto ''compliment'', consistente nel ringraziamento e nell'annunciazione delle rappresentazioni successive; questa abitudine rimase in voga almeno fino ai tempi della [[Rivoluzione francese]] e si può accostare al ''fervorino'', rimasto in vigore in Italia sino alla fine dell'[[Ottocento]], durante il quale il capocomico, prima dello spettacolo vero e proprio, si rivolgeva al pubblico non solo per le stesse motivazioni del suo collega d'oltralpe ma anche per scambiare battute, barzellette e soprattutto per invitare gli ascoltatori ad affollare il teatro.<ref>"Universo", [[De Agostini]], Novara, Vol. III, pag.61</ref>
 
Alla fine dell'Ottocento sorse la figura del direttore artistico, che sgravò il capocomico da alcune responsabilità tipiche dell'[[impresario teatrale]] e del [[regista]] moderno.
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