Differenze tra le versioni di "Contea di Lodrone"

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[[Immagine:Conteadilodrone.JPG|thumb|200 px|L'antico territorio della Contea di Lodrone]]
La '''Contea di Lodrone''' è stata un'antica giurisdizione feudale del [[Principato vescovile di Trento]] legata alle vicissitudini della nobile famiglia dei Conti [[Lodron]]. Situata nella parte sud occidentale del [[Trentino]], il territorio della [[Contea]] si estendeva sui paesi di [[Lodrone (frazione)|Lodrone]], [[Darzo]], Riccomassimo (oggi frazioni del Comune di [[Storo]]), [[Bondone]], [[Magasa]] e, [[Val Vestino]] e le giurisdizioni di Castel Noarna e di [[Castellano (Villa Lagarina)|Castellano]]. Fondata attorno al [[1100]], abolita da [[Napoleone Buonaparte]] nel [[1802]] con le altre 8 giurisdizioni patrimoniali trentine<ref>Le giurisdizioni patrimoniali trentine concesse in [[feudo]] dal [[principe vescovo]] di [[Trento]] ai suoi nobili [[Vassallo|vassalli]] furono in totale 9: la giurisdizione dei Quattro Vicariati, le due giurisdizioni di [[Castellano (Villa Lagarina)|Castellano]] e [[Castelnuovo (Italia)|Castelnuovo]], quella della [[Contea]] di Lodrone-[[Valvestino]], la giurisdizione di [[Caldonazzo]], la giurisdizione di [[Castel Beseno]], la giurisdizione di [[Segonzano]], la giurisdizione di [[Fai della Paganella]] e [[Zambana]], la giurisdizione di Castel [[Caldes]] e infine la giurisdizione di Tuenetto nel Comune di [[Taio]].</ref> e lo stesso Principato, ricostituita dopo il [[Congresso di Vienna]], fu definitivamente abrogata nel [[1826]].
 
==Storia==
In origine il campo d'azione dei Lodrone fu circoscritto al territorio compreso tra la sponda nord del [[lago d'Idro]] e la [[Pieve di Bono]], tra il Comune di [[Bagolino]] e la [[Val Vestino]]. Mantennero beni e giurisdizione anche nel Bresciano, a [[Salò]], a [[Concesio]], in [[Valle Camonica]] e perfino nel lontano [[Piemonte]] ad [[Acqui]] nel [[Monferrato]] con il [[feudo]] di [[Morsasco]] posseduto dal [[1530]] sino all'estinzione della linea di discendenza maschile avvenuta nel [[1599]].
 
Per tutto il Quattrocento furono risolutamente intenzionati, ma invano, alla costituzione di una signoria indipendente che si estendesse dalla terra di [[Bagolino]] e dal Garda bresciano, attraverso la Valle del [[Sarca]], fino alla [[Val Lagarina]] ([[Castello di Castellano]]), conducendo senza interruzione una politica ambigua nei confronti del vescovo, loro signore feudale, e degli stati confinanti che è ben riassunta nelle parole di Cesare Agostino Festi, noto storico e genealogista di questa Casata: “''Questi, or guelfi, or ghibellini a seconda del lor tornaconto, sempre però intenti a rendersi indipendenti, in ciò favoriti dall'ubicazione de' loro castelli e possessi posti al confine del principato, si diedero or a Milano, or a Venezia, ora agli Scaligeri, or ai Conti del Tirolo pur di torsi di dosso la sudditanza dai Vescovi''” .
 
L'occupazione napoleonica dell'Italia avvenuta nella primavera del [[1797]] e la conseguente instaurazione di amministrazioni di stampo filo-francese spazzarono via gli ultimi residui feudali esistenti in Italia. Il [[principato Vescovile di Trento]] e quello di [[Bressanone]] furono secolarizzati nel [[1802]] e le nove giurisdizioni patrimoniali trentine, compresa quella di Lodrone-[[Valvestino]], furono abolite. Con la sconfitta di [[Napoleone Buonaparte]], il [[congresso di Vienna]] del 1815 ristabilì gli antichi privilegi feudali restituendo, tra l'altro, il Trentino all'Austria e la giurisdizione di Lodrone ai suoi antichi proprietari.
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