Differenze tra le versioni di "Discussione:Eraclito"

 
Ma come fai a dire che è infondata? la voce così com'è sembra il delirio di un folle, almeno prima aveva un senso, bastava riportare fedelmente quello che già c'era alle fonti autentiche, come avevo cominciato a fare. Se di qualcosa proprio non si trovava riscontro si toglieva, ma da qui a fare una rivoluzione ce ne passa. E meno male che non condividi le "interpretazioni personali", invece quelle che hai messo tu sono impersonali, come no.--[[Utente:Castanzcam|Castanzcam]] ([[Discussioni utente:Castanzcam|msg]]) 17:35, 26 feb 2011 (CET)
 
:sarebbero state totalmente impersonali, per quanto potevano al massimo si sarebbe trattato di presentare le intepretazioni di quanti d'eraclito riportano testimonianza dato che di fatti mi si presenta evidente che qualsiasi composizione dei frammenti possa risultare interpretazione personale dato che frutto già d'altre interpretazioni, citazioni, del pensiero di eraclito, o riguardo a eraclito stesso, se fossi riuscito a terminarli prima dell'intervento di pequod... vorrei proprio sapere cosa stessi correggendo e non mi pare sia personale presentare il fatto che eraclito non parli mai di "aristocrazia"(si potrebbe poi interpretare a riguardo e rispeto a quanto afferma del "conoscere molte cose" con 113[91]"Il pensare è a tutti comune.". "comune", che stando a 80 è proprio anche della "guerra", oltre che in89[95] del "mondo unico e comune" dei desti, anche se questo potrebbe forse presentare, generare un eccesso/eccessi interpretativo/i), e di "filosofi" come "categoria, genere d'esseri", ma dice solo in 35[49] che "bisogna che li uomini amanti della sapienza[philosophous] siano conoscitori di molte cose"(che poi se rapportato a 40[16] "Sapere molte cose non insegna ad avere intelligenza: l'avrebbe altrimenti insegnato ad Esiodo, a Pitagora e poi a Senofane e ad Ecateo" dovrebbe far intelleggere riguardo agli "amanti della sapienza conoscitori di molte cose") e mi pare sia un fatto il non esservi presenza di composti come "aristocrazia" nei "frammenti", e che teoricamente visto che qualcuno a suo arbitrio e interpretazione lo definiva, definisce, aristocratico era più che ovvio che entrando nella ottica di tal interprete poterlo definire eraclito anche oligarchico visto la presenza dei temini "molti" e "più" verso "i dormienti" e quindi contrapposto alli "svegli" che chissà perchè risulterebbe ovvio identificare come "meno" visto che gli si ""contrappone"" un "più", un "molti", come non tratta mai di "iniziazioni" se non a parere di clemente alessandrino dell' "empieta delle iniziazioni ai misteri in uso tra gli uomini", ponendo prima un "vaticinare d'eraclito per nottambuli, maghi, bacchi, menadi e '''iniziati'''" ci si potrebbe quindi chiedere: chi sono questi '''iniziati'''??? e '''iniziati''' a cosa? sonbo i medesimi iniziati ai '''misteri''' e quindi empi?? e quindi li annuncia quanto sarà "dopo la morte" che stando ai frammenti 24[120], 25[101] e 27[122](si potrebbero rapportare in quest'ottica anche con 29[111]b ma forse questo è un eccesso) sempre di clemente a. alla stregua di un, come odiernamenti vari presentan, imam indottrinatore di "kamikaze" e "jihadisti". e inoltre gli vaticina il "fuoco" stando a 31[21] il "cangiamento"(che in 30 [20] è usato come ""metafora"" dell' ""ordine universale"") attuato, sempre secondo c.alessandrino "detto implicitamente", dal "dio e dal logos" e il "ritorno al fuoco" se non che nelle parole d'eraclito che in seguito presenta (sempre nel medesimo frammento) non v'é mai il vocabolo "fuoco", o stando a 63[123] ma di ippolito, non più clemente, vaticina l'attuarsi del giudizio dato dato che secondo ippolito eraclito "che vi è un giudizio nell'universo e di tutto quanto vi è in esso ad opera del fuoco, quando dice ""il fulmine governa ogni cosa"" cioè dirige, chiamando fulmine il fuoco eterno" e nell'attuarsi dell' "incendio universale" si attua la sazietà(che in rapporto a 29 [111b] a anche cosa propria dei più "che pensano solo a '''saziarsi''' come bestie") e sempre rispetto al fuoco secondo 67[36] il dio nel suo mutare gli è simile....si presenta inevitabilmente la questione di quanto clemente alessandrino e ippolito presentino i frammenti secondo loro interpretazione e utikità, scopi. Oltre a questo no mi sembra che eraclito defiisca i filosofi come svegli e/o gli svegli come filosofi--[[Utente:Francescorussig|Francescorussig]] ([[Discussioni utente:Francescorussig|msg]]) 19:23, 26 feb 2011 (CET)
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