Giuseppe La Loggia: differenze tra le versioni

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Giuseppe La Loggia dopo la sua morte è stato chiamato in causa per presunte connessioni ad [[mafia|ambienti mafiosi]]. Il capocosca di [[Villabate]] Antonino Mandalà in una telefonata intercettata dagli inquirenti che indagavano sul suo conto disse ad [[Enrico La Loggia (politico 1947)|Enrico La Loggia]], figlio di Giuseppe ed esponente di spicco di [[Forza Italia]]<ref>[http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=3MLGB ''Una vita da Schifani''], di Francesco Giustolisi e Marco Lillo, l'Espresso 13-8-2002</ref>:{{quote|Enrico tu sai da dove vengo e che cosa ero con tuo padre… Io sono mafioso come tuo padre, perché con tuo padre me ne andavo a cercare i voti vicino a Villalba da Turiddu Malta che era il capomafia di Vallelunga… Ora (lui) non c’è (più), ma lo posso sempre dire io che tuo padre era mafioso….}}
Al processo però Mandalà dichiarò ai giudici che millantava, che quelle frasi {{quote|erano mirate solo a ferirlo, ma che non corrispondono a verità<ref>http://lapillolarossa.ilcannocchiale.it/2008/05/26/enrico_la_loggia.html</ref>}} smentendo così gli aspetti controversi che si erano creati allora attorno alla figura di uno dei padri dell'autonomia siciliana.
 
L'ex boss della mafia italo-americana, [[Nicola Gentile|Nicola "Nick" Gentile]], dichiarò nell'autobiografia pubblicata nel [[1963]] di aver sostenuto Giuseppe La Loggia nel [[1951]] in campagna elettorale<ref>Nick Gentile e Felice Chilanti, ''Vita di capomafia'', Roma, Editori Riuniti,(1963) </ref>.
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