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Il '''Museo della Val Gardena''', in [[ladino]] ''Museum Gherdëina'', è un museo etnografico che è situato nel centro di [[Ortisei]] in [[Val Gardena]]. Venne inaugurato il 6 agosto [[1960]] nella ''Cësa di Ladins''. L'edificio venne costruito dall'[[Union di Ladins de Gherdëina]] per essere un centro di cultura per le [[Ladinia#Territorio|cinque vallate]] [[Ladinia|ladine]] delle [[Dolomiti]]. Oltre al museo si trovano nell'edificio la biblioteca, con pubblicazioni e studi sull'area ladina, una sala per manifestazioni e rappresentazioni teatrali e il vecchio studio di registrazione del ''Radio Ladin de Gherdëina''.
 
Le collezioni del museo sono distribuite su due piani e si dividono in sei reparti principali: scultura in legno dal XVI al XX secolo, pitture di noti artisti locali, antichi giocattoli in legno, minerali e [[fossili]] delle Dolomiti, fauna e flora alpina, reperti archeologici del territorio gardenese, mostra e archivio [[Luis Trenker]].
 
=== Ingresso ===
Nell'ampio scalone è appeso il crocifisso ligneo di stile [[espressionista]] degli scultori gardenesi [[Vinzenz Peristi]] e [[Batista Walpoth]] del [[1932]], un tempo esposto sulle alture del monte Seurasass (2025 m.). Di particolare interesse è il quadro di Josef Moroder-Lusenberg, che illustra una veduta storica di Ortisei nell'anno [[1860]].
 
=== Sala Idella CHiesa di San Giacomo ===
[[File:Presepemuseogardena.jpg|thumb|Presepe barocco della chiesa di San Giacomo]]
Oltre ad alcune opere rare dei primi scultori [[Trebinger]] (inizio XVII sec.) sono qui esposte le sculture originali della chiesa di San Giacomo di Ortisei, la più antica chiesa della valle (nella chiesa stessa, per motivi di sicurezza, si trovano delle copie). Tali opere vengono attribuite a Melchiorre (1622-1689) e Cassiano Vinazer (1710-1789), i quali appartengono ad una [[Vinazer|dinastia]] di scultori di notevole capacità artistica, che ha dominato la scultura in legno nella valle per due secoli fino al [[1817]], quando morì l'ultimo discendente dei Vinazer a [[Toledo]] in Spagna. È qui custodita anche la [[pala d'altare]] della chiesa di San Giacomo con l'immagine della Madonna col Bambino, san Giacomo e sant'Enrico, dipinta da [[Franz Sebald Unterperger]] di [[Cavalese]] (1751).
 
=== Sala IIdelle sculture ===
La prima vetrina mostra diverse figure religiose risalenti al primo periodo della scultura gardenese (Scuola Vinazer); nelle vetrine seguenti si può ammirare la vasta documentazione di soggetti d'arte sacra, che predominano in origine (XVII-XVIII sec.), e di sculture profane di genere allegorico, di animali, caricature e porta orologi del XVIII fino alla metà del XX sec. Di notevole interesse artistico è la collezione di 120 opere dello scultore Albino Pitscheider (1877-1962), come pure la collezione di sculture di Luis Insam. Dell'artista [[Johann Dominik Mahlknecht]] (1796-1876) il museo possiede la figura in gesso della santa Filomena, il cui originale si trova nella [[Chiesa di Saint-Germain l'Auxerrois|chiesa di Saint Germain l'Auxerrois]] a [[Parigi]]. Anteriore alla produzione locale è il cosiddetto ''Cristo di Vallunga'' (XVI sec.)
 
=== Mineralogia, paleontologia, geologia e zoologia ===
=== Sala III ===
[[File:Gliederpuppe.jpg|thumb||left|Tipiche bambole manufatte in Val Gardena nell'800]]
Vi è esposta la vasta collezione di minerali e fossili rinvenuti nella Val Gardena e nelle montagne circostanti. La collezione paleontologica raccoglie fossili vari risalenti ai periodi [[Permiano]] (290 -65 Mil. d'anni), [[Triassico]], [[Giurassico]] e [[Cretaceo]] delle [[Dolomiti di Gardena e di Fassa]]<ref> La mostra è stata curata da Lorigia, Broglio e Posenato dell'Università degli Studi di Ferrara</ref>.
* i resti di una pianta, battezzata ''Ortiseia leonardii'' Florin, che risale all'età del [[Permiano (geologia)|Permiano medio]] (290-260 MA), conservatasi nelle [[Arenarie di Val Gardena]] per [[Carbogenesi|carbonizzazione]];
* diversi [[nautiloidi]] della [[formazione a Bellerophon]] del Permiano superiore; di tale formazione è importante il calco naturale e l'impronta di pesce ''Archaeolepidotus leonardii'' conservatosi per carbonizzazione;
* l'impressionante scheletro di un [[Ichthyosauria|ittiosauro]], animale marino della lunghezza stimata di circa sei metri, trovato nel [[1968]] da Hans Comploj e Meinhard Strobl tra gli [[Formazione di Livinallongo|strati di Livinallongo]]; del periodo del [[Triassico|Triassico superiore]] il museo espone inoltre [[coralli]] e molluschi [[gasteropodi]] e [[lamellibranchi]]; altre vetrine sono riservate a diversi esemplari di [[Ammonoidea|ammoniti]] delle [[Marna (roccia)|Marne]] del [[Gruppo del Puez|Puez]] ([[Cretaceo|Cretaceo inferiore]],130-95 MA).
 
La sezione dedicata ai minerali raccoglie in maniera pressoché completa gli esemplari rinvenuti nella valle. Inoltre sono in mostra minerali tipici dell'[[Alpe di Siusi]] e le famose [[geode|geodi di Tiso]], nonché minerali provenienti da altre regioni, come [[ametista]], [[zolfo]], [[apofillite]] e cristalli di [[quarzo]] piramidali.
 
AlNel giroscale al secondo piano si trova ora esposta la singolare ''Tela quaresimale'' proveniente dalla chiesa di San Giacomo (1620/30), unico esemplare del suo genere conservatosi per intero in Alto Adige.
=== Sala IV ===
Al secondo piano si trova ora esposta la singolare ''Tela quaresimale'' proveniente dalla chiesa di San Giacomo (1620/30), unico esemplare del suo genere conservatosi per intero in Alto Adige.
 
=== Collezione giocattoli di legno ===
Vi èÈ esposta una esauriente raccolta del giocattolo in legno gardenese, la cui produzione iniziò nei primi anni del '700. Spicca l'importanza delle tipiche bambole gardenesi, che venivano fabbricate in tante misure ed esportate in tutto il mondo.
 
 
== Pittura ==
 
La mostra di pitture raccoglie opere del noto pittore ladino [[Josef Moroder-Lusenberg]] (1846-1939) ed di altri artisti locali.
 
 
== Archeologia ==
 
Infine si trova sullo stesso piano la sezione archeologica, con raccolta di numerosi reperti preistorici, tra cui una serie di manufatti litici di [[selce]] e di [[cristallo di rocca]] venuti alla luce al ''Plan de Frea'' presso il [[Passo Gardena]], che consentono di fissare l'età dell'insediamento attorno al 7000-5500 anni a.C. Vi è esposta anche la collezione di oggetti di bronzo e di ferro rinvenuti in località Col de Flam presso Ortisei ([[La Tene]], ca. 400-15 a.C.).
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