Differenze tra le versioni di "Secondo armistizio di Compiègne"

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{{Campagnabox Campagna Francia 1940}}
 
Il '''secondo armistizio di Compiègne''' fu siglato alle 18:50 del [[22 giugno]] [[1940]] dalle delegazioni francesi e tedesche; esso pose fine alle [[Campagna di Francia|ostilità tra la Francia e il Terzo Reich]] iniziate dopo l’[[Campagna di Polonia|invasione tedesca della Polonia]].<br>
 
A seguito della firma di quest’armistizio, il territorio francese venne diviso in due parti: la parte settentrionale e le coste atlantiche vennero occupate militarmente dalla [[Wehrmacht]]; la parte centro-meridionale restò invece sotto il controllo di un nuovo governo francese formalmente indipendente dai tedeschi. I territori dell’[[Alsazia-Lorena|Alsazia e Lorena]], annessi dalla [[Francia]] dopo la fine della [[prima guerra mondiale]], furono nuovamente sottoposti al controllo diretto del governo tedesco, entrando a far parte integrante del [[Terzo Reich]].
 
== La resa francese ==
Già prima della caduta di [[Parigi]] (il [[14 giugno]] [[1940]]) numerosi ambienti politici e militari spinsero affinché il governo francese, nel frattempo ritiratosi a [[Bordeaux]], siglasse una pace separate con la [[Terzo Reich|Germania]]. Il [[7 giugno]] il [[Maresciallo di Francia|Maresciallo]] [[Maxime Weygand]], a capo dell’esercito francese, consigliò al governo francese di firmare al più presto un armistizio, affermando che “''la battaglia della Somme è perduta''” <ref>Basil Liddell Hart, ''Storia militare della seconda guerra mondiale'', Mondadori, Milano 2004, pag. 119</ref>. Il primo ministro francese in carica, [[Paul Reynaud]], era però contrario a qualsiasi resa, dichiarandosi invece disposto a combattere senza sosta fino alla sconfitta dei tedeschi. Tuttavia la situazione militare era ormai disperata; ciò diede peso alle pressioni degli ambienti militari sempre più favorevole a una resa.<br>
 
Per impedire tale resa, il primo ministro inglese [[Winston Churchill]] propose agli alleati la creazione di un’unione anglo-francese che avrebbe dovuto fronteggiare i tedeschi. Il gabinetto francese discusse la proposta di [[Winston Churchill|Churchill]] e la bocciò a maggioranza. A causa di questa bocciatura, [[Paul Reynaud]] fu costretto alle dimissioni, ponendo così le basi per la resa definitiva ai tedeschi. Al suo posto venne nominato l’anziano [[Maresciallo di Francia|Maresciallo]] [[Philippe Pétain]], assai più incline a porre fine alla guerra.<br>
 
Il [[20 giugno]] il [[Maresciallo di Francia|Maresciallo]] [[Philippe Pétain|Pétain]] annunciò alla nazione la decisione di chiedere un armistizio ai tedeschi con questo discorso: ''Francesi! Ho pregato il nemico di sospendere le ostilità. Il governo ha nominato ieri i plenipotenziari incaricati di accogliere le condizioni dei nemici. Ho preso questa decisione così grave per il cuore di un soldato perché ci è stata imposta dalla situazione militare. Noi speravamo di poter offrire resistenza sulla linea della Somme e dell’Aisne. Weygand stava procedendo al raggruppamento delle nostre forze armate. Il suo stesso nome era garanzia di vittoria. Ma la linea ha ceduto alla pressione nemica e le nostre truppe sono state costrette a ritirarsi. La richiesta dell’armistizio era inevitabile sin dal 13 giugno. La sconfitta vi sorprende. Voi pensate al 1914 e al 1916 e ne ricercate i motivi. Ve li indico io stesso. Il 1º maggio 1917 noi avevamo ancora sotto le armi 3.280.000 uomini, sebbene noi avessimo già alle spalle tre anni di lotta sanguinosa. Alla vigilia dell’attuale battaglia le nostre forze contavano 500 mila uomini in meno. Nel maggio del 1918 combattevano 85 divisioni inglesi, nel maggio 1940 erano, viceversa, solo 10. Nel 1918 avevamo l’appoggio di 58 divisioni italiane e 42 americane. La nostra inferiorità in fatto di munizioni era ancora maggiore di quella in uomini. L’aviazione francese era rispetto a quella nemica in un rapporto di 1 a 6. Troppo pochi uomini, troppe poche armi, troppo pochi alleati, ecco i motivi della nostra sconfitta. Il popolo francese non contesta di avere subito una sconfitta. Ogni popolo ha conosciuto successi e insuccessi. Nel modo di reagire ad essi si riconosce la sua debolezza o la sua grandezza. Trarremo la lezione della lotta che abbiamo perduto. Da quando abbiamo vinto la cupidigia ha cacciato via lo spirito di sacrificio. Abbiamo chiesto più di quanto abbiamo meritato. Volevamo sottrarci agli sforzi. Ora siamo stati sopraffatti dalla calamità. Sono stato con voi nei giorni della gloria. Come capo del governo sono e rimango con voi anche nei giorni di lutto. Resistete con me, la lotta rimane la stessa. Ne va della Francia, del suolo della Francia e dei suoi figli''<ref>in [http://www.ispionline.it/eng/ristr_mia/documents/antologia_diplomatica_2.pdf Antologia diplomatica - La crisi dell’Europa (1914-1945)], a cura dell'[http://www.ispionline.it Istituto per gli Studi di Politica Internazionale], pag. 146</ref>.
 
== La scelta di Compiègne ==
[[File:Bundesarchiv Bild 146-2004-0147, Waffenstillstand von Compiègne, Waggon.jpg|thumb|left|Militari tedeschi davanti al vagone dove fu firmato l'[[armistizio di Compiègne|armistizio]] del 1918]]
Quando [[Hitler]] ricevette notizia dell’intenzione del governo francese di negoziare un armistizio, scelse immediatamente la zona di foresta vicino a [[Compiègne]] come sede per le trattative: qui infatti si erano svolte le trattative e fu firmato l’[[Armistizio di Compiègne|armistizio]] del [[1918]] che pose fine alla [[prima guerra mondiale]]. Tale armistizio fu sempre considerato dai nazionalisti tedeschi come un’onta da vendicare il prima possibile; pertanto la scelta di questo luogo per l'accettazione della resa francese aveva per i tedeschi un forte significato simbolico.<br> Su precisa disposizione del [[Führer]], inoltre, le delegazioni francesi e tedesche si sarebbero dovute incontrare nello stesso vagone ferroviario utilizzato nel [[1918]] all’atto della resa tedesca. A tale scopo il vagone fu portato fuori dal museo dove era stato collocato e preparato per lo svolgimento delle nuove trattative.
 
Su precisa disposizione del [[Führer]], inoltre, le delegazioni francesi e tedesche si sarebbero dovute incontrare nello stesso vagone ferroviario utilizzato nel [[1918]] all’atto della resa tedesca. A tale scopo il vagone fu portato fuori dal museo dove era stato collocato e preparato per lo svolgimento delle nuove trattative.<br>
La scelta di una simile collocazione aveva per i tedeschi un forte significato simbolico; tale significato emerge in modo chiaro dal testo del Preambolo alle condizioni d'armistizio tedesche, preparato da [[Hitler]] e di cui diede lettura il colonnello generale [[Wilhelm Keitel]]. In quel testo, infatti, si afferma che proprio da quel vagone ferroviario l’[[11 novembre]] [[1918]] emanarono il disonore, le umiliazioni e le sofferenze che avevano afflitto la [[Repubblica di Weimar|Germania]] dopo la [[Grande guerra]]. La firma in quel luogo aveva dunque (per [[Hitler]] e per i militari tedeschi) il gusto di una rivincita che attendevano da anni.
 
== Il Preambolo tedesco ==
[[File:Bundesarchiv Bild 183-M1112-500, Waffenstillstand von Compiègne, Hitler, Göring.jpg|thumb|right|Hitler a colloquio con i suoi generali prima della firma dell'armistizio]]
La delegazione tedesca si presentò al tavolo delle trattative con la ferma intenzione di fare accettare ai francesi dure clausole armistiziali, che a loro giudizio avrebbero riparato ai torti subiti dalla [[Germania]] dopo la [[prima guerra mondiale]]. Sedendosi al tavolo delle trattative, il colonnello generale [[Wilhelm Keitel|Keitel]] diede lettura di un Preambolo che ben chiariva il punto di vista [[nazista]] circa gli avvenimenti degli ultimi anni. Si tratta di un documento dall’alto contenuto propagandistico e ideologico (che ad esempio afferma che “''senza motivo alcuno''” [[Francia]] e [[Gran Bretagna]] hanno dichiarato guerra nel [[1939]]), ma che tuttavia aiuta a chiarire non solo taluni aspetti dell’ideologia [[nazista]], ma anche gli obiettivi militari che il [[Terzo Reich]] si poneva con la firma dell’armistizio.<br>
 
Questo il testo del Preambolo: ''Nel novembre del 1918 le forze armate tedesche hanno deposto le armi confidando nelle assicurazioni date al Reich tedesco dal presidente americano Wilson e confermate dagli alleati. Si concludeva in tal modo una guerra che il popolo tedesco e il suo governo non avevano voluto e nella quale nonostante la loro enorme superiorità i nemici non erano riusciti a trionfare decisamente sull’esercito tedesco, sulla marina o sull’aviazione tedesche. Ma la violazione delle promesse solennemente date ebbe inizio all’atto stesso dell’arrivo della commissione d’armistizio tedesca. Cominciò così l’11 novembre 1918 in questo stesso treno il calvario del popolo tedesco. Ebbero così inizio da qui tutto il disonore e l’umiliazione, le sofferenze umane e materiali che potevano essere inflitte a un popolo. Violazione della parola e spergiuro congiurarono contro un popolo che dopo un’eroica resistenza durata oltre quattro anni aveva ceduto solo all’unica debolezza di prestar fede alle promesse di uomini di Stato democratici. Il 3 settembre 1939 – a venticinque anni dallo scoppio della guerra mondiale – Inghilterra e Francia senza motivo alcuno hanno nuovamente dichiarato guerra alla Germania. Ora è venuta la decisione delle armi, la Francia è vinta, il governo francese ha pregato il governo del Reich di rendergli note le condizioni tedesche per un armistizio. Il fatto che per ricevere queste condizioni sia stata scelta la storica foresta di Compiègne si deve alla volontà di estinguere una volta per sempre, con questo atto di giustizia riparatrice, un ricordo che per la Francia non è certo una pagina di gloria della sua storia e che dal popolo tedesco fu avvertito come l’onta più profonda di tutti i tempi. La Francia è stata sconfitta ed è crollata dopo un’eroica resistenza in un’unica sequenza di sanguinose battaglie. Non perciò la Germania si propone di conferire alle condizioni o ai negoziati d’armistizio caratteri d’oltraggio all’indirizzo di un nemico valoroso. Scopo delle richieste è: 1. impedire una ripresa della lotta; 2. offrire alla Germania tutte le garanzie per la continuazione della guerra contro l’Inghilterra alla quale essa è costretta; 3. creare le premesse per la formazione di una nuova pace, il cui contenuto essenziale sarà la riparazione dell’ingiustizia arrecata con la forza al Reich tedesco''.
 
== La firma ==
[[File:Bundesarchiv B 145 Bild-P50284, Compiègne, Waffenstillstandvertrag, Huntzinger.jpg|thumb|left|Il generale Huntzinger firma l'armistizio]]
La delegazione francese, guidata dal generale [[Charles Huntziger]], iniziò le trattative con l’obiettivo di rendere il meno dure possibili le clausole armistiziali per la [[Francia]]. Tuttavia l’atteggiamento tedesco fu irremovibile: se avessero voluto la fine delle ostilità, i francesi avrebbero dovuto accettare tutte le condizioni senza obiezioni. I rappresentanti francesi, date la disperata situazione militare, non ebbero altra scelta che firmare l’armistizio.<br>
 
La firma avvenne alle 18:50 del [[22 giugno]] [[1940]] all’interno del vagone ferroviario in cui fu firmato il precedente [[Armistizio di Compiègne]] nel [[1918]]. [[Hitler]] prese posto sulla stessa sedia sulla quale nel [[1918]] il [[Maresciallo di Francia|Maresciallo]] [[Ferdinand Foch]] ricevette i tedeschi sconfitti; dopo la lettura del Preambolo, però, lasciò la carrozza, come ultimo gesto di spregio verso il nemico. A firmare per la parte tedesca fu il colonnello generale [[Wilhelm Keitel|Keitel]] a nome dell’[[Oberkommando der Wehrmacht|Alto comando delle forze armate]].