Interpretazione di Copenaghen: differenze tra le versioni

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{{F|argomento=fisica|data=novembre 2010}}
L''''interpretazione di [[Copenaghen]]''' della [[meccanica quantistica]] si ispira fondamentalmente ai lavori svolti da [[Niels Bohr]] e da [[Werner Karl Heisenberg]] attorno al [[1927]], all'epoca della loro collaborazione nella capitale danese. Essa riguarda aspetti della meccanica quantistica quali il [[principio di complementarità]] e la [[dualità onda-corpuscolo]] e riceve una formulazione meglio definita soprattutto a partire dagli [[anni cinquanta]] del [[novecento|secolo scorso]].
 
Essa riguarda aspetti della meccanica quantistica quali il [[principio di complementarità]] e la [[dualità onda-corpuscolo]] e riceve una formulazione meglio definita soprattutto a partire dagli [[anni cinquanta]] del [[novecento|secolo scorso]].
 
==Fondamenti==
Nel classico [[esperimento di Young|esperimento]] in cui la [[luce]] attraversa una doppia fenditura praticata in uno schermo opaco si ottengono, su una lastra posta al di là dello schermo, [[banda|bande]] alterne di colore chiaro e scuro, che sono interpretate come le zone in cui le [[Onda (fisica)|onde]] luminose [[Interferenza (fisica)|interferiscono]] costruttivamente oppure distruttivamente; la luce, tuttavia, presenta anche alcuni comportamenti spiegabili solo assumendo che abbia natura corpuscolare. D'altra parte, corpuscoli come gli [[elettrone|elettroni]] (ma anche [[protone|protoni]] e [[fullerene|fullereni]]) manifestano proprietà ondulatorie, producendo a loro volta [[figura d'interferenza|figure di interferenza]] nell'[[esperimento della doppia fenditura]].
 
Tutto ciò pone alcune questioni interessanti. Supponiamo di ripetere l'esperimento riducendo l'intensità del fascio di luce, in modo tale da emettere un solo [[fotone]] alla volta: nonostante essi colpiscano a uno a uno la lastra, venendo rilevati come singoli punti luminosi, ripetendo più volte l'invio si riotterrà nel complesso la figura d'interferenza già vista in precedenza. Lo stesso risultato si avrà emettendo una singola particella alla volta.
 
Le questioni poste da questo esperimento sono:
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