Differenze tra le versioni di "Diecimila martiri"

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== Culto ==
Il culto dei diecimila è stato a lungo ignorato. I martiri non sono menzionati affatto prima di PetruPetrus de Natalibus, vescovo nel [[1371]]. I Greci non ne fanno nemmeno nota nel ''Menaion'', né tantomeno i [[Chiesa copta|copti]] o gli [[Armenia|Armeni]]. Lorenz Sauer li omette nella sua prima e seconda edizione della ''VitâVita Sanctorum''; Papebroeck classifica i loro "Atti" come [[Apocrifo|apocrifi]], mentre [[Cesare Baronio]] è l'unico a difenderli.
 
Il culto è comunque diffuso in [[Danimarca]], [[Svezia]], [[Polonia]], [[Francia]], [[Spagna]] e [[Portogallo]]. Le loro reliquie sono rivendicate dalla Chiesa di San Vito a [[Praga]], da [[Vienna]], da [[Scutari]], in [[Sicilia]], da [[Cuenca]], [[Lisbona]] e [[Coimbra]] in [[Portogallo]].
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